Nella mattinata del 10 febbraio, in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Palatucci, questore reggente di Fiume morto a 35 anni nel campo di concentramento di Dachau, la Questura di Taranto ha promosso una cerimonia commemorativa per ricordarne la figura e l’alto valore morale del suo operato.
All’evento hanno preso parte il Prefetto di Taranto, Ernesto Liguori, il Questore, Michele Davide Sinigaglia, l’Arcivescovo Metropolita, Ciro Miniero, e l’Assessore del Comune di Taranto, Francesco Cosa, in rappresentanza del Sindaco.
Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona di alloro presso la targa dedicata a Palatucci, ai piedi di un ulivo, simbolo universale di pace.
La commemorazione è proseguita nella Sala Conferenze intitolata a “Domenico Pellegrino”, dove hanno partecipato attivamente gli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “Vittorio Alfieri” e del Liceo delle Scienze Umane “Vittorino da Feltre”. I ragazzi hanno presentato tre elaborati, raccontando in modo intenso e coinvolgente il periodo della Shoah e la straordinaria opera di Giovanni Palatucci, che riuscì a salvare migliaia di ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio.
Nel suo intervento, il Questore di Taranto Michele Davide Sinigaglia ha sottolineato il valore universale dell’esempio lasciato da Palatucci: «Ha insegnato a tutti noi che la sconfitta della libertà e della dignità di un solo uomo è la sconfitta di tutti. Ognuno di noi ha il dovere di operare quotidianamente affinché non si creino quei momenti così cupi della storia dell’umanità. Questi sono i valori e gli insegnamenti da trasmettere alle nuove generazioni e le opere degli studenti apprezzate oggi ne sono la testimonianza».
La cerimonia si è così conclusa nel segno della memoria, della responsabilità civile e dell’impegno a custodire e trasmettere alle nuove generazioni i valori di libertà, dignità e solidarietà che hanno contraddistinto la vita e l’operato di Giovanni Palatucci.
