Il proficuo confronto svoltosi nei giorni scorsi tra le associazioni aderenti al Patto di comunità per l’Ecogiustizia e il Commissario Straordinario alle Bonifiche, dottor Vito Felice Uricchio, “ha confermato la piena sintonia operativa, consolidando un modello di monitoraggio partecipato volto a garantire trasparenza, condivisione e scientificità di ogni intervento” per le associazioni aderenti al Patto.

L’incontro è infatti servito a definire lo stato dell’arte delle attività che potrebbero trasformare Taranto in un laboratorio di bio-economia.

I rappresentanti del Patto hanno accolto con favore i dettagli tecnici sul recupero del Mar Piccolo, a partire dall’innovativo sistema di filtrazione attiva tramite macro e microalghe, illustrato dal Commissario: assorbendo nutrienti e metalli pesanti, le alghe non solo contribuiranno alla bonifica, ma verranno anche raccolte e cedute all’industria per la produzione di biocarburanti, trasformando un potenziale rifiuto in risorsa finanziaria per le bonifiche stesse.

Allo stesso tempo, i dati degli ultimi studi stanno confermando la capacità dei mitili trasferiti a Mar Grande o nel secondo seno del Mar Piccolo di “autodepurarsi” in circa un mese, aprendo la strada a una possibile revisione dell’ordinanza che regola le attività di mitilicoltura nel primo seno con rilevanti benefici per gli operatori del settore.

Il programma di fitodepurazione si è ampliato con la presentazione del progetto “MITICA” (Mitilicoltura Integrata per la Tutela e l’Innovazione e la Capacità di adattamento al cambiamento climatico ed Ambientale) e l’uso della vegetazione per risanare i suoli. L’utilizzo delle piante tra cui pioppo e canapa, oltre a bonificare i suoli, permetteranno la creazione di una filiera locale per la produzione di imballaggi bio e, magari, del rivoluzionario ‘vetro di legno’ (traspirante e isolante). Altrettanto importante la filiera locale per la produzione di calcecanapa per l’edilizia e di olio per la concia delle pelli “metal-free“; attività che, dato il basso costo iniziale di investimento, potrebbe diventare volano per le piccole imprese locali.

Di grande interesse anche la collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana. Grazie a sensori iperspettrali e radar ad apertura sintetica satellitari, la struttura commissariale sarà in grado di determinare una mappatura specifica per singolo agente inquinante dei siti contaminati del SIN. Intanto si accelera in direzione della deperimetrazione di vaste aree del SIN, con l’esclusione dalle stesse aree non contaminate che torneranno ad essere disponibili per la collettività.

La piena disponibilità del Commissario si è manifestata anche su alcuni aspetti sociali: per quanto riguarda il quartiere Tamburi è stato confermato il recupero dell’impianto sportivo “Atleti Azzurri d’Italia”, con l’impegno a una co-progettazione che lo renda un presidio di aggregazione sociale. Nel campo della legalità e lavoro, associazioni e istituzione hanno concordato sulla necessità di tenere insieme la lotta al degrado e la repressione dei comportamenti illegali con la creazione di opportunità occupazionali, con particolare riguardo all’Area Vasta ed al Mar Piccolo.

L’incontro si è chiuso con la definizione delle attività imminenti; entro fine marzo si auspica l’avviso bonifiche del JTF e Sea Hub per la spesa la disponibilità dei primi 18 milioni di euro per le bonifiche e per la riqualificazione dell’Arco Nord del secondo seno del Mar Piccolo. La forza di questo nuovo ‘Modello Taranto’ ambisce anche a una dimensione europea partecipando ad un progetto Horizon per l’esportazione delle tecniche di bonifica che verranno portate avanti a Taranto e nei territori ucraini colpiti dal conflitto.

Infine, si è parlato delle interessanti prospettive del corso in Biorisanamento promosso dalla ITS Academy Biotech for Life, scaturita dalla prestigiosa collaborazione tra Commissario, l’Università di Bari ed il CNR. Questa iniziativa, offerta a titolo gratuito, si pone come un pilastro strategico per la rinascita di Taranto, trasformando le sfide ambientali in opportunità concrete di sviluppo sostenibile. Attraverso un approccio didattico all’avanguardia, il percorso dota i discenti di competenze specialistiche nelle biotecnologie, fondamentali per attuare la transizione ecologica globale. Le possibilità occupazionali risultano di straordinario rilievo, proiettando il futuro dei professionisti del biorisanamento verso carriere prestigiose in contesti locali, nazionali e internazionali, ove la salvaguardia dell’ecosistema è ormai una priorità imprescindibile della bioeconomia, rendendo il territorio tarantino un laboratorio d’innovazione tecnologica riconosciuto nel panorama mondiale.

“Questo incontro segna il passaggio da una impegnativa fase di lavoro preparatorio ad un’altra in cui potranno dispiegarsi pienamente i risultati di una operatività condivisa”, hanno dichiarato i rappresentanti del Patto. “ll nostro monitoraggio continuerà a essere costante, come sempre nel segno di una partecipazione attiva a un processo di rinascita del territorio che trova nel Commissario Uricchio grande apertura e disponibilità all’ascolto”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2026/02/03/sinergia-per-il-risanamento-ambientale-di-taranto/)

One Response

  1. Che caricatura però e poi si crea un dissalatore ed ora un degassificatore,siamo un paesotto inquinatissimo ,riuscirete mai a fare un discorso serio e sensato? Non è concepibile che Ve ne approfittare che i figli di saragus siano gli addormentati nel bosco . A voglia a mená stampade in pitte re Leonida e a scittá in do u puzze ste quattre mnmt..

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