Rigassificatore, sospesa procedura

 

Per il ministero incompatibilità con l'area del Molo Polisettoriale già occupata e il refuso sui giorni per le osservazioni
Posted on 25 Febbraio 2026, 15:54
5 mins

La notizia era nell’aria e l’avevamo in qualche modo anticipata in alcuni precedenti relativi al progetto presentato dalla società Terminale di rigassificazione GNL Taranto s.r.l. 

A meno di un mese di distanza dall’avvio della procedura della Valutazione d’Impatto Ambiente (VIA) da parte del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è arrivata la sospensione del procedimento direttamente dal ministero stesso attraverso una comunicazione ufficiale della Direzione Generale Valutazioni Ambientali che si occupa della procedure di valutazione d’impatto ambientale e valutazione strategica.

La motivazione fornita dal ministero ricalca grosso modo quanto scrivemmo lo scorso 3 febbraio. Con una nota dello scorso 10 febbraio inviata al ministero dell’Ambiente, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio evidenziava che l’area di localizzazione del progetto fa parte “del più ampio compendio assentito in concessione demaniale marittima, ex art. 18 L. 84/94, alla San Cataldo Container Terminal Spa con Atto di concessione n. 23/2019 al fine di rendere operativo un terminal multipurpose, promuovendo lo sviluppo dei traffici commerciali e della logistica, con particolare riferimento alla movimentazione dei container, di merci varie e roro. […] In relazione a quanto precede l’area, allo stato, non è disponibile per l’insediamento proposto dalla Società”.

Per questo, ritenuto che quanto comunicato dall’Autorità di Sistema Portuale possa compromettere la realizzabilità del progetto, nel rispetto del principio dell’economicità del procedimento, il ministero ha chiesto alla società Terminale di rigassificazione GNL Taranto s.r.l. di fornire chiarimenti in merito a quanto rilevato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, entro 30 giorni dalla data della comunicazione inviata quest’oggi e a tal fine si dispone la sospensione del procedimento di VIA in corso.

A fronte di ciò, sono due gli aspetti che vogliamo sottolineare. Il primo, il più importante, riguarda un qualcosa che nessuno ha sin qui sottolineato nelle ultime settimane dove hanno preso la parola partiti, movimenti, associazioni e singoli enti, esprimendo la loro netta contrarietà all’ipotesi di realizzazione di un progetto del genere.

Stante infatti la rispettabilità di tutte le opinioni che si poggiano su basi e studi scientifici e su altrettanto validi aspetti economici e produttivi, la verità è che la procedura del rigiassificatore è partita autonomamente rispetto ad una condivisione con le istituzioni e gli enti competenti territoriali, in quanto all’Autorità di Sistema Portuale non è stata presentata né è pervenuta nessuna domanda in merito all’utilizzo in concessione di quell’area che, peraltro, proprio come evidenziato dalla nota della stessa Autorità Portuale è attualmente interessata da un’altra concessione demaniale.

Quindi, anche qualora il progetto dovesse in un futuro di certo non troppo vicino ottenere tutte le eventuali autorizzazioni, bisognerebbe capire come la società proponente intenda portarlo avanti non avendo la concessione dell’area sul quale realizzarlo. A meno che non si trasformi il tutto in un intervento strategico nazionale, che dovrebbe comunque ottenere un lasciapassare amministrativo che attualmente è difficile anche solo ipotizzare.

L’impianto, infatti, sorgerebbe in un’area fortemente industrializzata (dove sono già presenti impianti sottoposti alla direttiva Seveso) e la ricaduta ambientale e sanitaria dello stesso sarebbe elevata. Area dove tra l’altro sono previste una serie di nuove attività come l’idrogenodotto, il cold ironing per le banchine del Molo Polisettoriale (che sarà anche interessato dal futuro hub per l’eolico offshore) che contrasterebbero non poco con la realizzazione di un rigassificatore di tali dimensioni.

Infine, nei giorni scorsi vi è stata anche una polemica relativa ai 30 giorni di tempo concessi dal ministero per la presentazioni delle osservazioni sulla Valutazione d’Impatto Ambientale da parte degli enti interessati, rispetto ai 60 inizialmente concessi. In realtà, i 30 giorni sarebbero stati validi qualora fossimo stati in presenza di un rigassificatore galleggiante come ad esempio la nave rigassificatrice.

Ma nell’avviso pubblico del procedimento è stato commesso un grossolano errore, un refuso, che deriva dal fatto che la società proponente stessa ha citato un comma sbagliato inducendo all’errore il ministero stesso, visto che il progetto fa invece riferimento ad un impianto onshore, quindi su aree a terra. Motivo per il quale adesso si procederà con la correzione del refuso, in attesa che la stessa procedura venga eventualmente riaperta dal ministero dell’Ambiente.

Detto ciò, come evidenziammo appena poche settimane fa, già ancora prima di iniziare, i dubbi su questo progetto sembrano molti di più delle certezze.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2026/02/03/rigassificatore-a-taranto-avviata-procedura/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Rigassificatore, sospesa procedura

  1. Fra

    Febbraio 25th, 2026

    Dicono no ad un progetto non per rispetto dei tarantini che di me ne hanno mangiata tanta ,e sfido chiunque a dire che non è vero …dopodiché diciamo che ci opporremo ad ogni modo anche quando risolverete certi cavilli burocratici ,perché Taranto ha voglia di cambiare non vive solo di schifo e i no servono ,tanto i disoccupati ci saranno sempre da ” noi ” i lavativi sono troppi,assumerebbero brindisini ,leccesi e baresi ,che vantano della gloria pugliese, mentre noi mangiamo minerale ,respiriamo veleni e siamo pieni di gente ignava e passiva che rema contro Taranto ….andate a rubare il rame ,riempire le strade di monnezza ,magari restate attaccati al palo …in questo non ci batte nessuno ,che vergogna .

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