Raffaele Piemontese, avvocato civilista di Foggia con una lunga militanza nel Partito Democratico, è uno degli assessori veterani in Regione Puglia.  Dieci anni in cui è passato dalle deleghe al Bilancio, Programmazione, Politiche Giovanili e Sport, a quella della Sanità con Emiliano, sino all’ultima alle Infrastrutture e alla Mobilità con Decaro.

Il corriereditaranto.it lo ha intervistato per capire se rispetto a quanto dichiarato a suo tempo da chi lo ha preceduto, Debora Ciliento (ora all’Ambiente – Collegamenti: fate presto che è tardi – Corriere di Taranto), per Taranto e la sua provincia sia cambiato qualcosa in termini pratici più che teorici, riguardo la questione isolamento territoriale che parte da lontano nel tempo ma che solo di recente ha trovato ampi spazi di discussione.

Partiamo dall’attualità, di recente la Giunta regionale ha approvato il rilascio del provvedimento di Autorizzazione Paesaggistica per il completamento funzionale e messa in sicurezza della S.S. 100, in località San Basilio, tra Gioia del Colle (Ba) e Mottola (Ta). L’autorizzazione permetterà di iniziare l’iter per la messa in sicurezza del tratto ribattezzato strada della morte. Quali saranno i prossimi passaggi?

Raffaele Piemontese

“L’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Regione è un passaggio importante dentro un iter che ha come soggetto attuatore l’ANAS, che guida l’intero progetto e le fasi realizzative.
Parliamo di un intervento significativo che punta ad adeguare la strada agli standard di una statale di tipo B: carreggiata più sicura, banchine e barriere adeguate, migliore gestione delle acque e soprattutto una riorganizzazione degli accessi che oggi rappresentano uno dei principali fattori di rischio.
Una parte importante del progetto riguarda proprio questo: eliminare le immissioni dirette sulla statale e sostituirle con una viabilità di servizio complanare che permetta di servire masserie, fondi agricoli e traffico locale senza interferire con il flusso principale della strada. Sono previsti anche nuovi svincoli, rotatorie e cavalcavia che aiuteranno a rendere più ordinati e sicuri gli innesti.
C’è poi un lavoro rilevante anche dal punto di vista idraulico, con interventi in corrispondenza di Lama San Basilio e la realizzazione di un sistema di canalizzazione e laminazione delle acque.
Tutto questo sarà realizzato con grande attenzione al paesaggio e al patrimonio storico dell’area: ricostruzione dei muretti a secco, utilizzo di vegetazione autoctona, tecniche di ingegneria naturalistica e soluzioni che evitino nuova impermeabilizzazione dei suoli.
In sintesi, la Regione ha fatto la sua parte sul piano autorizzativo per consentire che il progetto vada avanti. Ora l’iter prosegue con ANAS nelle fasi tecniche e operative che porteranno alla realizzazione degli interventi.
Accanto a questo intervento, c’è anche un’altra partita infrastrutturale importante per il territorio ionico e pertinente con quello che riguarda la SS 100. La Regione Puglia ha destinato 4 milioni e mezzo di euro, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, per completare la fase di progettazione degli interventi di adeguamento della Strada Statale 7 nel tratto tra Massafra e Taranto.

Si tratta di un progetto che punta ad adeguare l’attuale tracciato – anche con una variante all’abitato di Massafra – e a prolungarlo fino a Taranto con carreggiate separate, due corsie per senso di marcia e senza intersezioni a raso. Siamo, tuttavia, in attesa che il Governo nazionale, attraverso il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, definisca le modalità attuative per il trasferimento e l’utilizzo delle risorse”.

Uno dei temi per il quale il nostro giornale si batte da tempo è quello che riguarda il superamento dell’isolamento territoriale di Taranto che poi riguarda anche il Salento. Di recente lei ha incontrato il sindaco del capoluogo jonico, Bitetti. Cosa intende fare la Regione considerato che l’aeroporto di Grottaglie non pare sia destinato ai voli civili, che i collegamenti ferroviari scarseggiano e l’autostrada a termina a 25 km dal capoluogo jonico?

“Oggi non possiamo più ragionare per pezzi separati: un aeroporto, una ferrovia, una linea di autobus. Dobbiamo ragionare come se fosse un unico sistema. È quello che in Regione stiamo cercando di fare: passare da una logica “settoriale” a una logica di intermodalità.
Gli aeroporti pugliesi sono un sistema unitario, sono nodi fondamentali della logica dell’intermodalità, ma devono essere collegati bene con il territorio e fra loro. Per questo stiamo lavorando al potenziamento dei servizi di collegamento con Taranto e con tutta l’area ionica, pensando soprattutto ai servizi di “ultimo miglio”: cioè a quei collegamenti che permettono davvero a cittadini e turisti di arrivare dove devono andare.
La direzione è quella di costruire una continuità territoriale più ampia, che metta insieme treno, autobus e collegamenti aeroportuali in modo coordinato”.

Il sindaco di Taranto Bitetti e l’assessore regionale Piemontese

Altra criticità è quella dei collegamenti con i bus navetta da Taranto verso aeroporto di Brindisi e viceversa; chi esegue il servizio (CTP) non può modificarne le modalità in quanto esegue un contratto in essere con la Regione Puglia (Pugliairbus, ndr). Gli utenti lamentano poche corse la maggior parte delle quali costringono a lunghi tempi di attesa in aeroporto in quanto non coincidono con gli orari dei voli. Si prevede di fare qualcosa per superare queste criticità?

“Già oggi il servizio Pugliairbus garantisce alcuni collegamenti utili. Sono previste diverse coppie di corse giornaliere tra Taranto e l’aeroporto di Brindisi, dal lunedì al sabato, con autobus che partono da Taranto e consentono di arrivare allo scalo di Brindisi in tempo utile per prendere i primi voli nazionali della mattina per Roma e Torino.
Ma è proprio dai problemi che lei descrive che nasce l’idea di ripensare il servizio, arrivando a un vero Taranto Airport Shuttle, cioè un sistema di collegamenti più frequente e progettato in funzione degli orari dei voli.
In prospettiva vogliamo anche arrivare a un sistema più semplice per i viaggiatori: un unico biglietto che permetta di acquistare in una sola volta il viaggio completo, dall’aeroporto fino alla destinazione finale”.

Immagino che per parecchie questioni lavoriate di concerto con l’assessorato al Turismo. Lei sa che un visitatore che scende all’aeroporto di Brindisi per poi arrivare a Taranto per recarsi con i mezzi pubblici in una località balneare del litorale ci impiega ben quattro ore in media per tutta una serie di coincidenze mancanti? Come si pensa di ovviare a questo disagio?

“La risposta è sempre quella dell’integrazione dei servizi. Stiamo lavorando perché il sistema dei trasporti pugliese funzioni con un “orario unico”, cioè con coincidenze studiate tra treni e autobus. È un passaggio fondamentale soprattutto per il turismo: se uno arriva in Puglia e per fare cinquanta chilometri deve cambiare tre mezzi aspettando ogni volta, il sistema non funziona.
In parallelo ci sono anche interventi infrastrutturali importanti: per esempio sulla linea ferroviaria Taranto-Brindisi sono previsti investimenti di circa 250 milioni di euro per migliorare puntualità, regolarità e velocità dei treni.
L’obiettivo finale è semplice: ridurre i tempi di viaggio e rendere più facile arrivare nelle nostre località turistiche senza dover prendere necessariamente l’auto”.

Bus navetta in partenza dal Park&Ride di Cimino

Per i Giochi del Mediterraneo come si pensa di rendere Taranto maggiormente raggiungibile?

“Abbiamo combattuto per avere in Puglia i Giochi del Mediterraneo. Quattro anni fa, sono stato io, in nome della Regione Puglia, a volare a Orano, in Algeria, per ricevere la bandiera e il testimone dei Giochi. Sono una grande occasione per Taranto e per tutta la Puglia. Dal punto di vista dei trasporti la priorità è rafforzare i collegamenti in particolare con gli aeroporti di Bari e Brindisi e migliorare l’integrazione tra ferro e gomma.
Il progetto del “Taranto Airport Shuttle” va proprio in questa direzione: collegamenti più frequenti e coordinati con gli orari dei voli. È il modo più rapido per rendere Taranto facilmente raggiungibile da chi arriva in Puglia.
Nel medio periodo stiamo guardando anche a soluzioni innovative legate alla mobilità aerea avanzata, come i collegamenti con velivoli di nuova generazione e la rete dei cosiddetti vertiporti. Sono tecnologie che oggi sembrano futuristiche ma che stanno diventando rapidamente realtà, e la Puglia ha tutte le condizioni per essere tra le regioni che sperimentano per prime queste soluzioni”

La nascita di una nuova società tutta pugliese (Puglia Sky) che si occuperà di aerotrasporti cosa potrà offrire di diverso?

“Ogni iniziativa imprenditoriale che nasce in Puglia è una buona notizia, soprattutto in un settore strategico come quello del trasporto aereo.
La Puglia oggi è un mercato in forte crescita: nel 2025 gli aeroporti pugliesi hanno superato gli 11 milioni e mezzo di passeggeri, con un aumento di circa il 40% rispetto al 2019. Anche il turismo continua a crescere: siamo a oltre 5 milioni di arrivi e una tendenza positiva negli ultimi dieci anni.
In questo contesto una compagnia radicata sul territorio potrebbe contribuire a rafforzare i collegamenti e a rendere il trasporto aereo più accessibile, riducendo la dipendenza dai vettori low cost e aiutando anche a calmierare i prezzi dei voli. Naturalmente tutto dipenderà dalla solidità del progetto industriale, ma il mercato pugliese oggi offre opportunità importanti”.

Come vede l’introduzione di una figura utile a gestire la mobilità come il Mobility Manager?

“È una figura molto utile perché aiuta a organizzare meglio gli spostamenti quotidiani delle persone. Le norme nazionali prevedono che le grandi aziende e le pubbliche amministrazioni con più di cento dipendenti adottino un Piano Spostamenti Casa-Lavoro. L’idea è ridurre il traffico privato e favorire soluzioni più sostenibili, come il trasporto pubblico, il car pooling o altre forme di mobilità condivisa.
Anche la Regione Puglia si è organizzata in questa direzione. Abbiamo aggiornato il piano regionale degli spostamenti casa-lavoro e stiamo lavorando con il mobility manager per migliorare le soluzioni di mobilità per i dipendenti e, più in generale, per il territorio. Non è solo una questione ambientale: significa anche risparmiare tempo, ridurre i costi e rendere le città più vivibili.

Aereo svizzero sulla pista dell’aeroporto di Grottaglie

Qual è la posizione della Regione riguardo l’apertura dell’aerostazione di Grottaglie ai voli civili, considerato che il bacino di utenza potrebbe allargarsi anche alla Basilicata jonica? E’ solo un’impressione quella che si stia puntando a valorizzare maggiormente lo scalo di Foggia?

“In Puglia gli aeroporti non sono in competizione tra loro: funzionano come una rete unica ed è una scelta precisa che è diventata un modello assunto come riferimento a livello nazionale.
La rete aeroportuale pugliese — Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie — è gestita in modo integrato proprio per evitare sovrapposizioni e sprechi di risorse. Ogni scalo ha una sua vocazione.
Grottaglie, per esempio, ha già oggi un ruolo strategico molto forte: è una piattaforma industriale aeronautica, un centro per la sperimentazione dei droni e il sito scelto per lo sviluppo del primo spazioporto europeo dedicato ai voli suborbitali. Inoltre ha grandi potenzialità nel trasporto merci, un settore che nel Sud Italia è ancora sottodimensionato.
La strategia regionale non è mettere gli aeroporti uno contro l’altro, ma è farli funzionare insieme: sviluppare le vocazioni specifiche di ciascuno e migliorare i collegamenti con il territorio”.

One Response

  1. Ce ne siamo tolti una incapace ,adesso i sinistri ne schierano un’altro ancora più inutile all’intera provincia ionica. Questo coso dimentica che Taranto è come un’isola nel mediterraneo dove non c’è un tubo e che per spostarsi bisogna ahimè percorrere strade impervie ,(se possono chiamarsi strade ),non ci sono treni ,abbiamo i bus ma non abbiamo la stazione di via Capurso e questo non va bene abbiamo un aeroporto fermo con le quattro frecce dove fanno scuola guida ,un’autostrada a 30 km che per arrivare bisogna superare ostacoli e adesso ne vogliono aggiungere altri così ci vorrà un’oretta abbondante ,e poi questi caz di giochi del cappero che durano appena una settimana e tutti i restanti 360 giorni che facciamo ci grattiamo gli zebedei! insomma risposte del cappero ,siamo sempre lì ,nulla per Taranto ,solo fonti inquinanti e prezzi altissimi ,sacrifici ,malattie respiratorie e tumorali ; siamo i soggetti nazionali oltre che della Puglia piglia ,che ovviamente gli spartani non votano e quelli che votano scelgono i sinistri ,magari qualcuno impavido ci spiegherà cosa hanno di speciale visto che siamo a zero e questa città paesotto peggiora giorno per giorno,mah veramente Taranto andrebbe studiata e a fondo , ma i problemi restano ,come resta il caos ,il disordine e la monnezza ovviamente …o i debiti ,l’inquinamento ,le malattie ,a assessore ma v….

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