Più che venti di tempesta, sembrerebbe una leggera “maretta” ad agitare la maggioranza del Consiglio comunale tarantino.

Le scosse di assestamento erano inevitabili dopo il passaggio non indolore di Enzo Di Gregorio dal PD ad Azione: prima le frecciate del consigliere comunale durante la conferenza stampa che ha sancito l’ingresso nel partito di Carlo Calenda, cui ha fatto seguito l’arrivo di Piero Bitetti a cementare la permanenza in maggioranza del consigliere e della fedelissima Federica Stamerra, attualmente assessora al Patrimonio del Comune di Taranto e “trasferitasi” anche lei ad Azione.

Infine la polemica a botte di note stampa tra PD e Azione, con il primo che stigmatizza la presenza in Consiglio e in Giunta di un partito distante dalle proprie visioni su molti temi, ex Ilva in primis, e che le scorse amministrative non avevano premiato, il secondo che si appella al buon senso del sindaco nel mantenere gli attuali equilibri.

Che la seduta odierna sarebbe stata movimentata era apparso chiaro sin dall’inizio: riunione di maggioranza last minute, con un Di Gregorio solitario e silenzioso, opposizione in fermento.

Apre i lavori la consigliera Patrizia Boccuni, che ufficializza la sua carica di capogruppo di “Unire Taranto Con Bitetti”, nuovo gruppo consiliare nato dalla fusione di Con e di Unire Taranto, con l’obiettivo di unire “competenze e professionalità” e di creare un ponte tra “colleghi e amici di ogni schieramento”, tenendo fede agli impegni presi in campagna elettorale e ribadendo piena fedeltà a sindaco e maggioranza.

Anche Di Gregorio ufficializza il proprio passaggio ad Azione e propone un emendamento che abbassi ad uno il numero di consiglieri necessari alla costituzione di gruppi consiliari purchè afferenti a partiti rappresentati in Parlamento a livello nazionale. Si accende la polemica con il PD, Luca Contrario chiede il ritiro per discuterne meglio, Bianca Boshnjaku del gruppo misto di maggioranza afferma che si tratta di un provvedimento ad personam che minerebbe gli equilibri in Consiglio, dall’opposizione anche Gianni Azzaro chiede il ritiro della proposta, ma Di Gregorio tira dritto e l’emendamento viene approvato con 18 voti a favore, 5 contrari e 4 astenuti.

A votare contro la proposta il gruppo consiliare del PD, cui fa eccezione Virginia Galeandro, e la Boshnjaku, astenuti invece Gianni Tartaglia e Gianni Liviano per la maggioranza, Gregorio Stano e Mirko Di Bello per l’opposizione. Azzaro e il sindaco Bitetti escono durante la votazione, evitando di esprimere la propria preferenza.

Il PD lascia momentaneamente l’aula, Bitetti abbozza, entra ed esce sorridente dalla stanza in cui i consiglieri del Partito democratico si sono riuniti.

Si rientra in aula ma le facce dei rappresentanti del PD sono piuttosto scure, si vota poi per ripristinare la vecchia norma che prevedeva i 2/3 dei consiglieri per decidere la decadenza dell’incarico da presidente della massima assise cittadina, norma modificata ad arte durante l’amministrazione Melucci per punire lo stesso Bitetti, cui successe Luigi Abbate. Il resto della seduta scorre senza Fratelli d’Italia, Forza Italia e la Boshnjaku, anche Luca Contrario lascia l’aula quasi sul finire dei lavori.

Poco dopo il termine della seduta il PD comunica, attraverso una nota stampa, il pieno sostegno alla maggioranza Bitetti ma conferma il voto contrario alla proposta di modifica del regolmento avanzata da Di Gregorio, che non nasconde una certa amarezza per quelli che già durante la conferenza stampa del passaggio ad Azione aveva definito “rapporti personali ormai deteriorati”.

Il sindaco, in tutto questo, continua a reggere le fila di tutto, invitando con tono paterno a concentrarsi sui temi importanti per la città: si siede tra l’opposizione, scherza con i consiglieri di Fratelli d’Italia, tira le orecchie a qualcuno della maggioranza e prosegue nel tentativo di mantenere tutto in equilibrio. Fino a quando?

3 Responses

  1. Bitetti assomiglia sempre di più a Melucci quando era ancora in stato confusionale. Il PD farebbe bene a porre qualche limite al sindaco per evitare di finire peggio che pria.

  2. Abbiamo già visto scene del tipo che il sindaco esce dall’aula per non assumersi responsabilità abbiamo visto Bitetti in diverse vesti e ci mancava quella del Ponzio Pilato. Un vero figurone!

  3. Di Gregorio sa il fatto suo. Prende i voti dagli elettori del PD viene eletto al comune, ma perde il seggio alla regione e sbatte la porta. In questo modo gli mancano parecchi soldi, si arrabbia e dice di non condividere le posizioni di chi lo ha eletto. Ma, invece di ritirarsi a “Caprera”, cambia casacca e va a complicare la vita del caduco Bitetti pronto , come i giocatori di tre carte, a benedire il giovane consigliere in cerca di nuove avventure per riequilibrare il mancato doppio emolumento, magari da deputato. Ha fatto bene! Anche io mi sarei arrabbiato molto se mi avessero tolto 20.000 euro mese. Lordi purtroppo. Il PD cos’è un taxi come altri hanno già fatto vedi la duchessa Bianca che va e viene a piacimento?

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