Si è concluso positivamente il “Riesame dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata per l’esercizio della raffineria della societa’ Eni S.p.a., in Taranto e Statte”, la cui notizia è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.192 del 12-08-2021.
Con un decreto (n. DEC-MIN-0000305 del 27 luglio 2021) del Ministro della transizione ecologica (MiTE), Roberto Cingolani, si è provveduto all’aggiornamento dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) rilasciata con provvedimento D.M. n. 92 del 14 marzo 2018, alla società Eni S.p.a. (con sede legale in piazza Enrico Mattei n. 1 Roma), per l’esercizio della raffineria ubicata nei Comuni di Taranto e Statte (ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e successive modificazioni ed integrazioni).
Nel parere conclusivo del gruppo istruttore, l’unica avvertenza riguarda i lavori previsti presso i 30 serbatoi presenti presso la raffineria, da concludersi entro tre anni, in merito all’impermeabilizzazione per evitare la contaminazione dei terreni, vista la pericolosità del materiale stoccato.
Nel giugno dello scorso anno, ISRPA ed ARPA Puglia, presentarono una proposta di diffida alla raffineria per tre violazioni ambientali, per aver superato in due circostanze i valori limite per il parametro COV di 30µg/m³ in due diversi punti di emissione nell’ottobre 2019 e per aver omesso di indicare su una cartellonistica di alune aree di deposito temporanee ispezionate, le quantità massime, lo stato fisico e la pericolosità di rifiuti. In entrambi i casi la società ha ricevuto l’obbligo di ottemperare a delle prescrizioni. Allo stesso tempo ISPRA ed ARPA evidenziarono che sia per i parametri H2S che benzene nei giorni dei superamenti dei valori limite, non furono registrati superamenti dai dati delle centraline.
(leggi gli articoli sulla raffineria Eni https://www.corriereditaranto.it/?s=raffineria+eni&submit=Go)
Invece nel Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse (B.U.I.G.) del 31 luglio 2021 pubblicato sempre dal ministero della Transizione Ecologica (MiTE), con istanza pervenuta al ministero il 3 giugno 2021, la società ENI S.p.A., rappresentante unica delle titolari della concessione di coltivazione ubicata in Basilicata, provincia di Matera, convenzionalmente denominata “TEMPA ROSSA” (v. Elenco delle concessioni di coltivazione n. 823 di riferimento), ha chiesto la rinuncia all’istanza di proroga decennale presentata in data 24 ottobre 2011.
Al contempo, con un’istanza pervenuta al Ministero della transizione ecologica il 2 luglio 2021, la società TOTAL E&P ITALIA S.p.A., rappresentante unica delle titolari della concessione di coltivazione ubicata in Basilicata, province di Potenza e Matera, convenzionalmente denominata “GORGOGLIONE” (v. Elenco delle concessioni di coltivazione n. 928 di riferimento), ha chiesto la proroga quinquennale della concessione stessa.
(leggi tutti gli articoli dell’Eni https://www.corriereditaranto.it/?s=eni+taranto&submit=Go)

Fra
Un’altra scelta sciagurata a scapito della città , il nuovo slogan del futuro per noi sarà : più inquinamento meno Taranto , oppure non c’è schifo senza Taranto . Ma tutte qui dovevano farle queste schifezze e legambiente non vuole che si costituisca vicino cimino , ma ci rendiamo conto che siamo beffeggiati a destra e a manca !!il governo dei migliori , i nastri che imbrattano l’ambiente di rosso fino a porta Napoli e la magistratura dice ok , forse non hanno visto la realtà è per questo coprono certe falle assurde così evidenti .