La superficie di Taranto si estende per circa 250 km2, i suoi quartieri sono morfologicamente decentrati dal borgo umbertino e talvolta questa distanza non è solo fisica. Abbiamo voluto interfacciarci con gli attori del territorio e le persone che ci vivono e lavorano, per far emergere risorse e criticità di ciascuna periferia. Auspichiamo che chi amministra, e amministrerà la città, ne usufruisca per trarre interessanti spunti di riflessione che possano tramutare in azioni politiche concrete.Nel precedente articolo, reperibile al seguente link https://www.corriereditaranto.it/2022/04/18/ascoltando-le-periferie-salinella-ta2/, avevamo iniziato a trattare le potenzialità e gli aspetti negativi, su cui intervenire, del quartiere Salinella-Ta2.
Piazza Giacinto Spagnoletti
Riprendiamo dalla domanda che avevamo lasciato in sospeso, rivolta a Francesco Settembre – presidente dell’Osservatorio Permanente Salinella (OPS):
Perché hanno montato un pannello sui fondi europei utilizzati per costruire il Centro Comunale di Raccolta rifiuti (CCR) lì dove invece sorge Piazza Giacinto Spagnoletti, recentemente riqualificata con giochini e panchine?
- Pannello fondi CCR
- Piazzetta Spagnoletti
«Quel pannello lì e quanto di più sbagliato potessero fare. Noi siamo stati tempestati da messaggi e telefonate di gente che ci chiedeva se stessero per smantellare la piazzetta. Avvisai anche l’ex assessore Castronovi chiedendogli se avesse potuto eliminare quel pannello e mi rispose “Ma qui è già partita la campagna elettorale”. A quel punto gli risposi “Ma la campagna elettorale di chi? Siete voi che avete messo erroneamente un pannello del CCR dove c’è una piazzetta”».
Allo stesso modo non si ha contezza dei reali fondi utilizzati per riqualificare la Piazza Spagnoletti visto che quel cartellone fa riferimento ad un altro progetto.
«Esatto! Per quella sono stati spesi decine di migliaia di euro anni fa e prima dell’amministrazione Melucci. Noi dell’OPS pubblicammo due anni fa un articolo perché, sostanzialmente, nell’arco di due notti rubarono delle altalene. Negli anni a seguire abbiamo più volte chiesto la riqualificazione di questa piazzetta perché è nel cuore della Salinella ed è l’unico punto di congiunzione per la viabilità tra il CEP e il Sestante. Sono passati due anni e l’hanno completata una volta caduto il Consiglio Comunale e hanno installato dei giochi nuovi, passano ad innaffiare gli alberi, tagliano l’erba e passavano anche a ripulire la dog toilette ma dei vandali l’hanno abbattuta colpendola con un calcio. Non è stata però sistemata raddrizzandola ma è stata tolta e non sappiamo quando ritornerà. Mancarelli – presidente di “Kyma Ambiente” – mi ha detto che lo chiamavo ogni tre giorni per farla svuotare, tant’è che gli ho risposto che non l’avrei chiamato se ogni tre giorni fosse passato, automaticamente, qualcuno a svuotarla. Era la dog toilette più utilizzata perché quella piazza è dei bambini e l’Osservatorio ha fatto tutto un lavoro con i cartelli, che stava dando i suoi frutti, per sollecitare a raccogliere le feci e a lasciare pulito».
Centro Comunale di Raccolta – CCR
E per quanto riguarda i lavori di fronte la palestra Ricciardi?
- Centro Comunale
- di Raccolta
- e, da sinistra, una sezione della Palestra Ricciardi
«Ecco, qui stanno facendo il CCR cioè esattamente quel che è riportato nel pannello di cui abbiamo appena parlato. A questo proposito c’è parte della Salinella che è contenta perché con un Centro Comunale di Raccolta non ci sarà più quello scempio della spazzatura lasciata sulla strada che attirava i roditori. Poi però c’è l’altra parte del quartiere che definisce questa costruzione un mostro in quanto impedisce, a detta loro, di vedere gli aironi. Ora, a prescindere da come la si pensi, quella struttura è ancora color muro ma nel progetto finale verrà dipinta di bianco, ci saranno delle piante rampicanti che scenderanno dal terrazzo e sarà ben inserita nel contesto urbano. Stesso contesto urbano che vede da una parte la palestra Ricciardi, che tra l’altro sarà demolita e ricostruita perché non è a norma ma è la stessa che solo un anno e mezzo fa è stata inaugurata. Ci chiediamo se i soldi li stanno sprecando o che?».
Allora perché hanno scelto proprio quella struttura per realizzare uno dei murales del progetto T.R.U.St?
(“Il progetto per lo sviluppo e la valorizzazione del tessuto urbano e sociale attraverso l’arte urbana”).
«Cercavano un muro libero? – scherza il presidente dell’osservatorio -, onestamente non ne abbiamo idea! Quando la riaprirono pubblicarono diversi comunicati stampa sensazionalistici ma in realtà parliamo di muri che cadranno a terra da un momento all’altro perché la riqualificazione è stata fatta per quella inaugurazione. Poi è stata utilizzata come hub vaccinale ma non era idonea perché faceva troppo caldo e medici e pazienti si sentivano male».
La struttura non è idonea ma l’hanno usata come hub vaccinale. Se ci fosse stato qualche incidente durante le vaccinazioni?
«Eh, bel quesito ma possiamo solo ringraziare che non sia successo nulla. Tornando invece al CCR, dall’altra parte rispetto a dove sta sorgendo, dovrebbe prendere luce un parco diviso in due. Una zona per far passeggiare i cittadini e l’altra sarebbe l’area naturalistica che noi definiamo l’oasi della salina piccola. Lì è un paradiso, non si sente una macchina ma c’è solo il rumore del vento, degli uccelli, delle rane e delle papere».
Questa però è un’area privata quindi in che maniera è stata inserita, se già esiste, in qualche progetto pubblico? Se esiste, come si chiama?
Paolo Masi, vicepresidente dell’O.P.S.: «Se lo faranno e se rispetteranno quel che ci hanno fatto vedere, si chiamerà il “Parco del Mediterraneo”. Siamo in contatto anche con il WWF che ci ha detto che se non dovesse diventare un parco, dove l’area naturale verrebbe preservata, si impegnerà l’organizzazione per farla diventare un’oasi protetta come è avvenuto per Ecomuseo Palude la Vela. Per quanto riguarda l’area privata, in una famosa “variante Salinella” del 2014 era prevista la perequazione urbanistica. In sostanza consiste che se una persona è proprietaria di un terreno dove non può costruire, lo dà al Comune in cambio di altri m3 pubblici siti da un’altra parte. Qui poi c’è proprio il vincolo a costruire a causa del rischio idrogeologico; infatti eravamo contenti dei Giochi del Mediterraneo perché per realizzarli alla Salinella ci sarebbe stata la condizione di risolvere il rischio idrogeologico. Il problema è che la perequazione dura cinque anni quindi nel 2019 ce la siamo giocata. Al Comune sarebbe costata meno rispetto a quanto costerà ora attuare l’esproprio».
Oltre gli incontri online circa i progetti futuri in periferia, avvenuti durante il primo lockdown, ci sono stati quelli in presenza: https://www.corriereditaranto.it/2021/07/21/salinella-il-comune-presenta-i-progetti-per-il-futuro/
GRADO DI SODDISFAZIONE
Il Presidente ci tiene a sottolineare che dal questionario, per quanto riguarda il livello di soddisfazione rispetto allo stato della periferia, è emerso un 28% “molto soddisfatto” e un 28% “soddisfatto” che sommandoli fanno il 56%. Questo è il link per gli approfondimenti inerenti il questionario, ora mutato in “Patto di Quartiere” https://www.corriereditaranto.it/2022/04/08/sindaci-ecco-il-patto-di-quartiere/
e uno dei suoi punti è relativo all’assenza di spazi culturalmente rilevanti.
Spazi culturali
«Non abbiamo un teatro, una biblioteca o un cinema – le parole di Settembre – ma in via Golfo di Taranto, scendendo da Taranto 2, vi è una struttura abbandonata che in origine venne realizzata per accogliere la piscina comunale.
Una volta costruita si accorsero, dalle misure, che non era a norma ed è rimasta così. Io però ci sono entrato e ho visto che ci sono gli spogliatoi sottoterra, siccome appunto non c’era spazio, li hanno fatti sotto rispetto a dove sarebbe sorta la vasca d’acqua. Ci sono poi le gradinate quindi abbiamo proposto, e la riproporremo, di riqualificare questa struttura per fare un teatro comunale alla Salinella. Ovviamente mancano le porte e i vari infissi perché negli anni sono stati rubati ma la struttura esiste. Si potrebbe così donare al quartiere uno spazio in cui i giovani cantanti, chi vuol fare teatro o scuola di ballo, avrebbe un posto per incontrarsi, imparare, crescere e lo potrebbero gestire le associazioni.
Allo stesso tempo sarebbe un luogo dove chiunque potrebbe andare a vedere uno spettacolo teatrale. Credo che questo progetto non sia secondario all’oasi perché se si vuol puntare sulla cultura, non ci si può affidare al teatro della parrocchia Santa Famiglia o dello Spirito Santo ma ci vuole una struttura comunale. Non ci sarebbe neanche il problema del parcheggio perché il famoso spazio del mercatino delle pulci, che abbiamo il merito di aver fatto chiudere, è il parcheggio dell’università. È un’area pubblica quindi si parcheggerebbe lì, 25 metri e si arriverebbe al teatro che per me è in una posizione ideale anche perché la BRT (Bus Rapid Transit o autobus a transito rapido che costituiscono un sistema il cui scopo è aumentare la rapidità del trasporto su gomma) avrà una fermata proprio lì davanti.
Avete mai pensato anche alla struttura sita tra lo stadio Erasmo Iacovone e la sede di economia dell’UniBa?
«Certo e sempre dal punto di vista della cultura! In fase di progettualità del Masterplan, abbiamo insistito tantissimo per recuperarla o far abbattere completamente questa struttura».
In origine qual era la sua destinazione d’uso?
«Non sappiamo cosa vogliano farci, proposero di fare dei distaccamenti degli uffici comunali ma noi avevamo presentato una controproposta. Il Centro Servizi Volontariato (C.S.V.) ha una sede però per le proprie attività si affida alle scuole, di conseguenza, la nostra richiesta è stata di recuperare la struttura per darla in gestione al C.S.V. in modo da farci “il polo del volontariato jonico”. In questa maniera le associazioni che non hanno sede si incontrerebbero, una sorta di Biblioteca Acclavio però dedicata esclusivamente al volontariato. Io non ho un’aula magna in cui andare? Vado lì, prenoto e ne usufruisco. Il nostro ultimo obiettivo è chiudere l’Osservatorio perché significherebbe non denunciare alcuna irregolarità e cioè che la Salinella è rinata e che la gente ha capito che l’unione fa la forza. Tutti insieme possiamo prenderci cura del territorio: dalla cittadinanza attiva, alla politica presente costantemente».










