Gli Idles “spaccano” al Cinzella Festival

 

La band di Bristol mantiene le promesse e mette knockout il pubblico delle Cave di Fantiano
Posted on 18 Luglio 2022, 17:11
3 mins

Hanno mantenuto le promesse gli Idles, che domenica sera hanno letteralmente tuonato dal palco del Cinzella Festival, incastonato nello scenario suggestivo delle Cave di Fantiano a Grottaglie.

Un concerto per duri, quello della band inglese, con pogo e surfing annesso, mischiati a polvere, lacrime, sudore e abbracci.

L’impatto sonoro di Joe Talbot – leader messianico dalla voce graffiante – e soci è stato devastante confermando l’appellativo di band del momento nello scenario dell’indie rock. Al centro del live c’è solo la loro detonante performance, dato che il palco è basilare e l’impianto luci essenziale.

Paladini del post punk – hard core, ma le etichette pare non piacciano, gli Idles hanno chiuso il  mini tour italiano riservando al numeroso pubblico presente (3 mila?) la stessa potenza sonora, dall’affascinante e brutale bellezza, delle precedenti date, pescando a piene mani brani tratti dagli ultimi due lavori in studio Ultra Mono (2020, n°1 in UK) e Crawler.

Per un’ora e mezza le chitarre hanno suonato forte, il basso ha “raspato” di brutto e la batteria ha picchiato giù duro. Ma gli Idles non si sono limitati a fare “fracasso” con gli strumenti, come certe band heavy. Loro il suono sono abituati a controllarlo, a gestirlo, a catalizzarlo e nel mezzo del concerto si abbandonano anche a lunghi momenti strumentali dal sapore psichedelico, macchiati con un po’ di sano blues.

Prima e dopo la parte centrale, gli altri momenti top non a caso tratti dal loro migliore lavoro, secondo molti critici musicali, “Joy as an Act of Resistance” del 2018. L’inizio dello show – brano “Colossus” – è caratterizzato da un lungo ripetitivo, martellante e cadenzato suono di basso che introduce la prima detonazione sonora. Sotto il palco scatta la bolgia e comincia già il primo trip, tra i fan, del chitarrista, mentre intorno è tutto un pogare.

La fine dello show, che non prevede bis, si chiude con una interminabile e tiratissima versione di “Rottweiler”, brano tratto dal loro secondo lavoro in studio del 2018, che trascina il pubblico nel delirio e lo lascia esausto, quasi esanime, come un pugile dopo un knockout.

Cinzella Festival termina qui per quanto riguarda la leg di Taranto ma avrà un’appendice ancora di assoluto livello con il concerto a Brindisi del nove agosto della band inglese Morcheeba, protagonista soprattutto nei primi anni 2000 di quel trip-hop dalle venature più pop rispetto ai compagni di genere Massive Attack e Portishead, originari questi di Bristol la città natale degli Idles.

 

*foto Franzi Baroni

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