Comparto 32, nuovo incontro

 

Le opposizioni incontrano ordini professionali e associazioni di categoria. Dure accuse a Melucci: «Non è vero che serve all’ospedale»
Posted on 19 Ottobre 2022, 07:00
6 mins

In una gremitissima sala di Palazzo Latagliata, i consiglieri comunali di opposizione (nove di essi, per l’esattezza) incontrano ordini professionali e associazioni di categoria in una riunione-fiume, durata quasi tre ore. Al centro della discussione il tema che ormai da giorni tiene banco nella politica cittadina: la proposta di variante relativa al comparto urbanistico 32.

Qual è l’area interessata

Prima di proseguire, è opportuno precisare dove si trovi il comparto urbanistico in questione. Esso include il centro commerciale “Porte dello Jonio” e si spinge sino al parco Cimino. I confini del comparto non sono cosa irrilevante, ai fini del dibattito, specie in rapporto alla posizione del nuovo ospedale San Cataldo.

Il “San Cataldo” c’entra oppure no?

Punto dirimente dell’incontro, infatti, sono state le dichiarazioni rilasciate alla stampa qualche giorno fa dal sindaco. «Frazionare il sottocomparto 32 – aveva dichiarato Melucci – consentirà l’insediamento di rsa, laboratori, foresterie ed alberghi, tutti quei servizi di supporto agli operatori della filiera sanitaria, agli studenti del Dipartimento Biomedico ed alla utenza del ‘San Cataldo’» (clicca qui per leggere le dichiarazioni complete del primo cittadino). L’accusa delle opposizioni è che, in realtà, nella proposta di delibera non vi sia nulla di tutto questo. In particolare, il consigliere Francesco Battista ha letto ampi stralci della proposta di delibera, nei quali si menzionano gli insediamenti commerciali di «aziende di livello nazionale» quali Leroy Merlin e Decathlon (quest’ultimo ormai insediatosi all’interno della galleria commerciale già esistente). Non solo, ma vari consiglieri hanno sottolineato la distanza geografica esistente fra il comparto in questione e l’area in cui sta sorgendo il San Cataldo (comparto 44, che non confina direttamente con il 32). In sostanza, l’accusa rivolta dalle opposizioni a Melucci è quella di aver «costruito un falso» a mezzo stampa (Musillo) e di aver ingiustamente accusato le minoranze di remare contro la città (Di Cuia).

Il comparto 32 e il San Cataldo, foto da http://webgis.sit-puglia.it/taranto/

Ordini professionali: «Documentazione incompleta»

Dal canto loro, gli ordini professionali hanno ringraziato le opposizioni per l’invito ma si sono ben poco esposti sul merito (come, del resto, ci si poteva attendere), affermando soprattutto di non aver potuto visionare la documentazione completa e di sperare in un confronto costruttivo anche con le forze di maggioranza e con la Giunta. Auspicio a cui ha risposto il consigliere Massimo Battista, dichiarando che la proposta di delibera era già pronta per essere portata in aula al Consiglio Comunale e che, pertanto, evidentemente non era stato previsto alcun momento di confronto.

Associazioni degli esercenti: «No a nuovi insediamenti commerciali». Ma Confindustria…

Ben più incisive le prese di posizione delle associazioni di categoria, che si sono dette fortemente contrarie a nuovi grandi insediamenti commerciali fuori dal perimetro delle aree già edificate in quanto, a loro dire, questo penalizzerebbe con una concorrenza troppo forte un settore già pesantemente in crisi. Unica voce fuori dal coro quella di Confindustria, che ha bollato come obsoleta l’idea per cui un investimento in periferia debba necessariamente risolversi in un problema per la città storica, invitando a non scoraggiare gli investimenti privati, indispensabili allo sviluppo della città.

La società proponente ha davvero titolo a parlare?

D’altro canto, il problema che si pone è anche un altro, ben più grave, e a riportarlo è stato ancora il consigliere Massimo Battista: la società che ha richiesto la variante urbanistica e che avrebbe minacciato diffida al Comune per inazione ha davvero la titolarità dei suoli coinvolti? La documentazione richiesta dalle minoranze, a quanto pare, non è ancora pervenuta.

Una questione di metodo

Al di là della pur importante questione del Comparto 32, però, ciò che conviene sottolineare dal punto di vista politico è il metodo. Le minoranze quasi al completo (mancavano i consiglieri Brisci e Abbate) si stanno muovendo compattamente e stanno cercando un confronto diretto con la cittadinanza, per muovere opinione e mettere in difficoltà il sindaco e l’amministrazione sui punti ritenuti problematici. Un’azione che non si è vista con questa sistematicità nella scorsa consigliatura e che potrebbe indirizzare il dibattito pubblico in città. Un dibattito che, però, è fatto non solo di sostanza ma anche di simboli, e oggi ne è mancato uno. Infatti, le opposizioni avevano richiesto la possibilità di utilizzare l’aula consiliare di Palazzo di Città. Richiesta a cui l’amministrazione ha risposto negativamente, facendo ripiegare sulle ben più piccole e scomode sale di Palazzo Latagliata, con effetti di sovraffollamento di cui potete rendervi facilmente conto dalle immagini. Un fatto che dà da pensare.

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