La dolcezza e la suggestione della tradizione hanno avuto la meglio sul maltempo che ha caratterizzato la notte di Santa Cecilia, che apre il lungo Natale tarantino. Tanti tarantini hanno accompagnato il giro delle le bande cittadine “Santa Cecilia” e “Paisiello” (suddivise in quattro formazioni), “scritturate” dal Comune.
Altri complessi bandistici, ingaggiati da privati, hanno portato le pastorali in alcune zone addirittura già dallo scoccare della mezzanotte.
L’immagine più bella della festa è stata quella dei molti bambini che, sulle braccia dei papà, hanno voluto salutare dalle finestre questi “giullari della tradizione”, lasciandoci così cullare dalle nenie natalizie, fino a lasciarsi condurre soavemente nel loro fantastico mondo dei sogni, dove l’amore vicendevole e il sorriso regnano sovrani.
Ben imbacuccati per difendersi dal freddo, molti tarantini hanno partecipato alle varie pettolate svoltesi dalle prime ore del giorno, come quella “Sotto l’antenna” di via Leopardi, al quartiere Tamburi.
Tanta gente anche nella basilica cattedrale, alle ore 5.30, per la benedizione dei musicanti, impartita dal parroco don Emanuele Ferro, alla presenza di diversi esponenti della giunta comunale, con l’assessore alla cultura Fabiano Marti in fascia tricolore.
“Dopo lo stop per la pandemia – ha detto don Emanuele – con grande emozione riprendiamo a festeggiare Santa Cecilia portandola per le nostre strade, certi che intercederà per le dolorose vicende che stanno mettendo in pericolo la pace nel mondo”.
Molti tarantini erano anche in attesa sul sagrato per accompagnare in breve processione l’immagine di Santa Cecilia. Quest’ultima, portata a spalla dalla confraternita di San Cataldo in Santa Caterina, è stata dolcemente ”nazzecata”, raggiungendo la chiesa di San Giuseppe.
Subito dopo i musicanti sono nuovamente saliti sui pullman messi a disposizione da Kyma Mobilità per riprendere il giro. Su uno di questo mezzi c’era anche l’assessore ai Lavori Pubblici Mattia Giorno, particolarmente legato alle nostre tradizioni, che così ha commentato: “Come amministrazione comunale abbiamo provveduto all’organizzazione del giro notturno delle bande (cui nessun tarantino rinuncerebbe), partecipando anche alla cerimonia di benedizione in cattedrale e alla piccola processione verso la chiesa di San Giuseppe. Con questo gesto riteniamo di aver ben rappresentato la nostra identità e l’orgoglio per le nostre tradizioni.”.
A mattino inoltrato le bande hanno raggiunto l’atrio dell’arcivescovado per il saluto dell’arcivescovo, cui il forte vento ha fatto volare lo zucchetto. Così ha detto mons. Filippo Santoro: “Porgo i miei auguri più sinceri a tutta la nostra città, affinché questa festa che prepara al Santo Natale doni serenità a tutti noi e nelle nostre famiglie. E che la speranza possa aver la meglio sui nostri problemi e che possa attenderci finalmente un Natale di pace e di serenità, superando ogni conflitto”.
“Preghiamo anche – ha aggiunto – perché la vertenza in atto nel centro siderurgico possa risolversi positivamente con un intervento diretto dello Stato per eliminare il pericolo incombente sulle nostre famiglie e in particolare su quelle dei lavoratori, facendo così trionfare la solidarietà e la giustizia. Lo chiediamo per l’intercessione di Santa Cecilia e per la buona volontà di chi ci governa”.
Quindi le bande si sono dirette a Palazzo di Città per ricevere il saluto di diversi esponenti della giunta comunale e in particolare del vice sindaco Fabrizio Manzulli (il primo cittadino era fuori Taranto per impegni istituzionali). “Ben arrivato al Natale più lungo d’Europa! – ha detto Manzulli – Porgiamo tanti auguri a tutti i tarantini e speriamo che queste feste portino un po’ di serenità e di pace alla nostra città e a tutti i popoli del mondo”.
Dopo alcune esecuzioni, che hanno richiamato non pochi passanti da piazza Castello (dove si stavano ultimando gli allestimenti natalizi), i musicanti sono stati invitati al consueto rinfresco con pettole e di caffè bollente per ritemprarsi dalle fatiche della lunga notte.
