Forse non tutti i tarantini sanno che le Isole Cheradi, che si specchiano nel Mar Ionio, erano chiamate anticamente “Coradi”, per l’abbondante presenza di corallo sul fondale marino. In realtà ci sono molte teorie sull’etimologia del nome, ma la più poetica è questa.
L’arcipelago è composto dalle due isole di San Pietro e San Paolo, anche se, in passato vi era anche una terza isola: quella di San Nicolicchio, scomparsa in seguito all’allargamento del porto mercantile.
L’isola di San Paolo, molto apprezzata dal grande Napoleone Bonaparte, ha avuto in passato una grande rilevanza strategica-militare; egli la definì “una delle più belle isole del Mediterraneo”.
Oggi sono ancora visibili i resti di una fortezza napoleonica, affidata al comando del generale francese De Laclos, che vi soggiornò a lungo.
La leggenda narra che quando morì, le sue spoglie vennero disperse in mare e che, da quel momento, i pescatori sostengono di avvertire la presenza del suo fantasma aggirarsi ancora in quei luoghi.
Per troppi anni l’isola di San Paolo non è stata valorizzata per le sue potenzialità, ma finalmente, si torna a parlare di essa grazie all’iniziativa promossa dall’Associazione Jonian Dolphin Conservation, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Taranto. Verrà, infatti, realizzata, un’area protetta per la riabilitazione dei cetacei provenienti da tutti i delfinari d’Europa.
Diventerà, inoltre, un centro che si occuperà dello studio dei cetacei, dell’educazione alla sostenibilità ambientale e allo stesso tempo rappresenterà una nuova opportunità che farà rinascere la città di Taranto partendo dal suo mare, allontanandola, finalmente, da un’economia basata esclusivamente sull’acciaio.
Tale iniziativa, ne siamo certi, raccoglierà il favore della comunità tarantina, e potrà offrire nuove opportunità lavorative sul territorio per biologi e ricercatori, contribuendo a ridurre il fenomeno della “fuga dei cervelli”.
L’Italia, purtroppo, sta assistendo, suo malgrado, all’emigrazione di giovani, tarantini e non solo, dotati di gran talento in altri Paesi.
Si sente spesso dire che l’Italia non è un “Paese per giovani”, tuttavia sono proprio loro i protagonisti del futuro in grado di far ri-nascere la nostra bella Taranto.

Antonella
Bravi ragazzi!
Antonio
Speriamo sia vero, di chiacchiere ne abbiamo sentite tante. Potrebbe essere forse una sistemazione per qualche laureato speriamo non non sia il solito raccomandato. Oltre a recuperare come detto cervelli in fuga perché non si pensa alla più parte dei giovani iniziando dalla scuola rendendola seria e non posto dove bivaccare. Spingere ad avvicinarsi al mondo del lavoro, ad avere un mestiere a saper fare qualcosa. La grande industria ha distrutto oltre i posti migliori di Taranto anche la più grande risorsa l’artigianato le campagne il mare. Non vi basta.
Salvatore
Avanti così !
Complimenti ragazzi
Mary
Finalmente qualcuno si muove positivamente
Ivana
Complimenti ragazzi
Stefania
Bravi ragazzi, ottimo lavoro
Mariangela
Complimenti ragazzi…avanti tutta!