Nuova riunione ieri presso gli uffici della task force regionale per l’occupazione a Bari, per fare il punto della situazione in merito al progetto Agromed S.r.l. Società Benefit, dopo l’ultimo incontro dello scorso 11 maggio.
Non a caso, sempre ieri la società ha reso noto che lunedì 12 dicembre, alle ore 10.30 nella Sala Monfredi della Cittadella delle imprese, il Commissario Straordinario della Camera di commercio di Taranto, on. Gianfranco Chiarelli, insieme a Vincenzo Cesareo, presidente di Agromed Srl Società Benefit, interamente partecipata dall’Ente camerale, presenteranno il Piano per la reindustrializzazione del sito ex Miroglio di Castellaneta sede dell’infrastruttura produttivo – logistica agroalimentare. Sarà anche l’occasione per illustrare lo stato dell’arte dell’iniziativa e le ulteriori prospettive, alla presenza dei componenti del Consiglio di amministrazione di Agromed, il vice presidente Luca Lazzàro ed il Consigliere, Francesco De Filippis.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/04/19/progetto-agromed-qualcosa-si-muove/)
Ricordiamo che scorso aprile fu la società ZetaVu Ingegneria Srl società di consulenza di Barletta, ad aggiudicarsi il bando per la redazione del Progetto di Sviluppo Industriale per il sito industriale di Castellaneta, per un importo complessivo di € 67.600,00 (€ 65.000,00 per onorario ed € 2.600,00 per oneri previdenziali) finanziato interamente dalla società Agromed (attraverso l’utilizzo dei residui attivi). Il piano, secondo le previsioni dell’epoca, doveva essere pronto all’incirca entro luglio o agosto.
Dunque lunedì sarà illustrato il progetto redatto dalla società barese: secondo quanto trapelato dalla riunione di ieri, serviranno poi altri 60/90 giorni di tempo per il progetto definitivo.
Sempre lo scorso aprile, venne siglato il passaggio di consegne ufficiale dello stabilimento ex Miroglio tra Giovanni Gugliotti, sindaco di Castellaneta, e il Vincenzo Cesareo, presidente di Agromed, per la realizzazione di una unità produttiva coerente con il piano nazionale ‘Impresa 4.0‘. 
Ricordiamo ancora una volta per dovere di cronaca, che dopo il dissequestro del capannone (dissequestrato il 9 marzo 2021 da parte della Procura di Taranto), la società ne ha ottenuto dal Comune di Castellaneta la proprietà gratuita (ricordiamo che l’ente civico ne detiene la proprietà per conto dei lavoratori ai quali la società piemontese Miroglio donò la proprietà dello stesso al momento della chiusura del sito produttivo), che sino al dicembre 2023 gestirà attraverso una comodato d’uso gratuito. Soltanto a due anni dalle assunzioni e dopo un’attenta valutazione di validità del progetto, Agromed potrà diventare eventualmente proprietaria dello stesso.
E durante l’incontro di ieri, la società avrebbe confermato che l’iter per la riassunzione dei primi lavoratori dal bacino ex Miroglio sarebbe in dirittura d’arrivo.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/12/09/che-fine-ha-fatto-il-progetto-agromed2/)
Durante l’ultima riunione dello scorso 11 maggio, la società confermò il suo impegno per la reindustrializzione del sito, sostenendo ancora una volta come le tempistiche si fossero allungate lungamente per questioni burocratiche, tra cui il sequestro del capannone. In quell’occasione la società affermò la sua disponibilità ad effettuare le prime assunzioni, 2-3 inizialmente: una volta presentato il piano industriale, si disse all’epoca, si sarebbe potuto far partire il piano di riqualificazione dei lavoratori ex Miroglio di Castellaneta (anche se per l’assunzione in Agromed i sindacati avevano originariamente previsto uno step in tre fasi in cui coinvolgere tutti i lavoratori del bacino ex Miroglio, quindi anche coloro i quali hanno trovato negli anni parziale occupazione o sono rientrati nel piano di reindustrializzazione del sito di Ginosa da parte della società Ecologistic).
Mentre sarà la Banca di Credito Cooperativo di San Marzano di San Giuseppe a gestire per i prossimi tre anni (con la possibilità di proroga per altri tre) il servizio di tesoreria della Società Agromed S.r.l. Società Benefit, dopo essersi aggiudicata lo scorso 20 giugno il bando di gara per un importo complessivo di 30.000 euro, essendo stata l’unica istanza di partecipazione alla procedura in questione.
Si tratta dunque di gestire innanzitutto gli 11 milioni di euro dell’investimento da parte della società benefit a capitale pubblico della Camera di Commercio di Taranto, impegnati con una delibera del CIPE nel dicembre 2019 (capitale che dovrà essere utilizzato per realizzare il progetto industriale) grazie all’intervento del senatore Mario Turco all’epoca sottosegretario alla presidente del Consiglio con la delega proprio al CIPE e al DIPe, depositati per anni su un conto corrente della BCC Banca di Taranto, e per anni componente del collegio sindacale della società Agromed quando era ancora partecipata con la presenza del Comune e della provincia di Taranto.
Il tutto a quasi due anni dall’accordo quadro sottoscritto al MiSE il 25 maggio 2020. Attraverso il quale la società controllata al 100% dalla Camera di Commercio di Taranto, il cui presidente del CdA è l’imprenditore Vincenzo Cesareo (proprietario della Comes spa ed ex presidente di Confindustria Taranto), prese impegni precisi che prevedevano in particolare la reindustrializzazione del sito chiuso dal 2004, oltre al graduale assorbimento di 28 unità lavorative da attingere dal bacino di crisi della precedente unità produttiva dismessa, la ex Miroglio di Castellaneta, a partire dal settembre 2020. Tutto questo però, sino ad oggi, non si è ancora realizzato per una serie di motivi di cui abbiamo parlato in questi anni (e di cui potete ricostruire la storia leggendo i link degli articoli presenti in pagina).
(per chi volesse rileggere tutta la storia di Agromed può cliccare questo link https://www.corriereditaranto.it/2020/04/10/22agromed-e-distrpark-riconversione-economica-o-interessi-di-bottega3/)
Tutto ciò detto, il 2024 potrebbe essere l’anno della partenza vera e propria. Sicuramente anche su questo fronte da lunedì ne sapremo qualcosa in più.
Non abbiamo mai negato i nostri, tanti dubbi in merito al progetto. E non certo per malafede come abbiamo avuto più volte modo di scrivere. Ma per il timore, che la società ha però sempre smentito, che l’intera operazione mirasse più al guadagno, al profitto (visto che 11 milioni di euro di finanziamento fanno naturalmente gola a chi da sempre opera nel mercato), che non a rivitalizzare un progetto ventennale che avrebbe dovuto e potuto rappresentare una delle tante alternative economiche per il nostro territorio. Infatti quello di Agromed resta, ancora sulla carta, una grande possibilità per l’intera filiera agroalimentare della nostra provincia, da collegare con il porto di Taranto (originariamente, nel 1993, e poi per i decenni a seguire dove nulla venne realizzato, proprio come progetto per l’area retroportuale venne pensato).
Agromed, infatti, ha come obiettivo operativo quello di allungare la vita di scaffale dei prodotti, attraverso la produzione della cosiddetta quarta gamma, ovvero lavorazioni di verdure e gli ortofrutticoli freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità finalizzati a garantirne la sicurezza igienica e la valorizzazione. Tra le attività operative è prevista anche la sgusciatura delle mandorle usando criteri di economia circolare, con la valorizzazione del mallo e del guscio a fini energetici, con il coinvolgimento in particolare dei produttori locali. Ma nella strategia di Agromed grande attenzione è riservata anche alle sinergie con il turismo, per riprendere un’idea che in Puglia si è già rivelata vincente e integra il meglio della cultura, agroindustria ed enogastronomia partendo dall’agricoltura e facendo dei percorsi esponenziali in grado di attrarre e conquistare pubblico e mercati.
Noi restiamo in attesa degli eventi, fiduciosi e speranzosi. Ad maiora.
(leggi tutti gli articoli su Agromed https://www.corriereditaranto.it/?s=agromed&submit=Go)
