Si è svolto questa mattina l’incontro con la direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti, che ha voluto porgere il suo saluto alla comunità tarantina e alla stampa con le quali ha instaurato – durante il corso del suo doppio mandato- un rapporto di fiducia, stima e collaborazione.
La direttrice ha ringraziato coloro che hanno contributo a far funzionare tutte le attività ed i progetti portati avanti dal museo MArTA.
“Non è stato un semplice lavoro, ma una missione di vita che ha visto protagonista non la singola persona, ma una rete che comprende tutte le istituzioni, le associazioni, le imprese, le scuole ed università, i centri di ricerca ed il personale del museo ed infine la stampa, senza la quale le attività ed i progetti non avrebbero avuto il giusto valore ed una buona diffusione”, ha affermato nel suo prologo.
La parte fondamentale che ha dato vita ad un forte senso di identità è stata – per la direttrice- la comunità, che ha trasformato “Taranto città problema”, conosciuta così nel 2015, in “Taranto città di opportunità“.
“Questo museo rappresenta il binomio di questa città con uno spirito territoriale molto forte e radici moto solide, ma che non impediscono di rivolgere lo sguardo verso l’internazionalità. Una Taranto al centro del Mediterraneo”, ha sottolineato.
Oltre ad aver annunciato parte dei progetti del 2023, la Degl’Innocenti si è voluta soffermare su quelle che sono state le attività più significative per il museo. Da quelle che hanno visto coinvolta anche la musica tra cui le mostre su Jimmy Henrdix, Pink Floyd, la creazione dei “Quadri Sonori”, fino alle mostre, con reperti riportati alla luce, come la “Taras e Valt”, la “Taras e i doni del mare”, senza dimenticare l’ultima, ancora aperta al pubblico, “Athenaion: Tarentini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro”.
Altri progetti previsti per il 2023 riguardano la creazione di un laboratorio artigianale e creativo, fondato sulla ricerca e l’informazione, progetti Pnrr che comprendono il completamento della digitalizzazione e dell’accessibilità del museo, l’apertura dell’ingresso da corso Umberto con la creazione del chiostro che valorizzerà l’edificio, il progetto sulla protezione del patrimonio culturale attraverso l’inserimento delle telecamere assicurando più sicurezza e l’installazione del fotovoltaico per un museo sostenibile.
L’incontro non è stato un vero e proprio addio. La direttrice “rock”, come è stata definita in questi anni per la sua passione per la musica ha promesso di tornare non solo in veste di semplice cittadina ma anche per continuare a lavorare grazie al protocollo d’intesa che sta creando tra Taranto e Bologna, due città che hanno a cuore gli stessi obiettivi e che cercheranno di unire le forze per raggiungerli.

Gianluca Lippo
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