Ex Ilva, in attuazione Piano Ambientale

 

ISPRA accerta prosecuzione lavori ma propone diffida per gestione dei rifiuti non conforme
Posted on 22 Febbraio 2023, 07:30
7 mins

Prosegue il controllo da parte dell’ISPRA sull’attuazione del Piano Ambientale da parte dell’ex Ilva. In particolar modo per quanto concerne i tempi di realizzazione degli interventi previsti in attuazione della prescrizione n. UP3 (Gestione dei materiali costituiti da fanghi acciaieria, fanghi d’altoforno e polverino d’altoforno), a cui il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha concesso una proroga richiesta dai Commissari straordinari di Ilva spa (al 31 marzo 2023 rispetto al termine del 31 dicembre 2022), dopo apposita conferenza dei servizi.

Durante l’ultimo sopralluogo da parte dei tecnici dell’ISPRA, avvenuto lo scorso 27 gennaio, sono stati acquisiti i dati inerenti lo stato di avanzamento, dai quali è emerso che alla data del 23 gennaio, circa il 95% dell’area interessata libera da fanghi risulta completamente impermeabilizzata e che sulla stessa, alla medesima data, il trasferimento di materiale ammonta complessivamente a ca. 213.330 tonnellate di fanghi. Alla data del 31 gennaio i lavori di impermeabilizzazione sono proseguiti raggiungendo il 97%. 

Le attività di rimozione e conferimento a terzi di materiale sono proseguite, sia attraverso il trasporto su gomma che via mare, e nel mese di dicembre 2022 il quantitativo rimosso risulta pari a 448,54 tonnellate. Sempre alla data del 23 gennaio 2023 sono state completamente rimosse circa 65491,50 ton di fanghi con trasporto su gomma e 21309,06 tonnellate con trasporto transfrontaliero, di cui circa 27576,42 tonnellate a partire dal 1 aprile 2022. 

La stima al 23 gennaio del quantitativo da rimuovere e allontanare è pari a ca. 383.500 ton di cui 213.330 ton ubicate in area impermeabilizzata. Pertanto, alla data del 23 gennaio risultano ancora presenti in area non impermeabilizzata 170.170 ton di materiale.

Come riportato nell’istanza dei Commissari straordinari di Ilva in AS per richiedere la proroga, si prevede di concludere, entro il 31 marzo 2023, le attività di impermeabilizzazione e trasferimento del materiale sull’area impermeabilizzata avente le seguenti caratteristiche: superficie pari a circa 30.000 m2; volume pari circa. 273.000 m3; capacità massima pari c.a 384.000 tonnellate.

Ricordiamo che l’obiettivo della prescrizione n. UP3 è l’eliminazione del contatto diretto tra i materiali del cumulo ed il suolo. Pertanto, la misura proposta per l’attuazione della prescrizione n. UP3 rappresenta una misura di gestione del cumulo al fine di garantire il raggiungimento, entro la data del 31/03/2023, dell’obiettivo della prescrizione. Oltre tale data la gestione dei fanghi dovrà essere effettuata con una modalità ordinaria, nelle more del rinnovo dell’AIA. 

Tecnicamente la prescrizione sarà adempiuta se entro agosto sarà effettuata la separazione dei fanghi dalla superficie del suolo. Considerando che sarà realizzata una piattaforma impermeabilizzata per trasferire i fanghi che saranno in residuo, la separazione dal suolo potrà far ritenere adempiuta la prescrizione. Sperando non vi siano altri intoppi e ritardi. E che la superficie venga realizzata con tutti i crismi del caso.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/06/smaltimento-fanghi-proroga-concessa/)

Per quanto attiene le altre prescrizioni, la n. 16.e)-42-49 (dismissione batterie 5-6), è in corso la conclusione della dismissione della batteria n. 6 e delle attività di bonifica del materiale isolante (da trattare come l’amianto) emerso durante i lavori di dismissione che avevano comportato alcuni ritardi nell’attuazione della prescrizione; è in corso la dismissione della batteria n.5 e la conclusione degli interventi entro la scadenza del 22 febbraio prevista la completa attuazione della prescrizione.

In merito alla prescrizione n. 55-57 (installazione di filtri a maniche sulla seconda linea (linea D) dell’impianto di sinterizzazione dell’agglomerato (E312), attualmente sono in esercizio tre dei quattro filtri a maniche previsti. Come evidenziato anche durante l’ultima riunione dello scorso 6 dicembre dell’Osservatorio Ilva, l’esercizio dei tre filtri a maniche ha consentito una significativa riduzione delle emissioni di polveri e diossine al camino E312, raggiungendo livelli di emissioni che risulterebbero già in linea con l’ulteriore valore limite che entrerà in vigore nel corso del 2023.

Infine, per quanto riguarda la prescrizione n. UA8-UA26 (Gestione acque meteoriche sporgenti marittimi e relative pertinenze) e la per la prescrizione n. UA9 (Gestione acque meteoriche aree a caldo – aree AM5: FOC1, GRF e Zone Limitrofe; AM6: ACC1 e Zone Limitrofe; AM8: ACC2, FOC2 e Zone Limitrofe; AM9: AFO1/2 e ZL; AM10: AFO4/5 e ZL; AM11: Cokeria e Zone Limitrofe), le attività in corso riguardano la realizzazione della complessa rete di collettamento delle acque meteoriche delle varie aree nonché la realizzazione dei relativi impianti di trattamento centralizzati.

L’ultima ispezione dell’ISPRA del quarto trimestre, ha invece portato l’ente ad una proposta di diffida perla violazione delle prescrizioni dell’atto autorizzativo in riferimento: in particolar modo è stato evidenziato il mancato rispetto relativo alla “Gestione dei rifiuti prodotti” ove viene disposto che “[…] la gestione dei rifiuti deve rispettare la normativa di settore […]” e “[…] i rifiuti pericolosi devono essere imballati ed etichettati in conformità della normativa in materia di sostanze pericolose […]”. In seguito a tale accertamento è stato proposto all’Autorità Competente di diffidare il Gestore, affinché trasmetta le evidenze relative a specifiche istruzioni inerenti esatte identificazione dei rifiuti stoccati nelle aree di deposito al fine di evitare errori nella apposizione di etichette identificative e possibili utilizzi errati delle zone destinate a diverse tipologie di rifiuti. Ed adeguate istruzioni inerenti le operazioni di carico e scarico dei rifiuti al fine di consentire esatta correlazione dei rifiuti movimentati ed attestazione del rispetto dei tempi massimi di permanenza. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/10/ex-ilva-installato-il-terzo-impianto-meros/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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