San Cataldo ha sfidato la pioggia

 

Conclusa la festa patronale con la processione e i fuochi
Posted on 11 Maggio 2023, 10:37
4 mins

E alla fine, nel giorno della sua festa, San Cataldo è uscito in strada nell’abbraccio dei tarantini. In verità pochi ci avrebbero scommesso, viste le infauste previsioni meteo, con la pioggia (anche se non troppo insistente, in verità) caduta fino al termine della messa pontificale in cattedrale. Ma l’arcivescovo in precedenza ha chiesto di osare (“O col sole o con la pioggia, si esce!”) contando sull’intercessione del santo vescovo irlandese: e alla fine ha avuto ragione.

Attorno alle 18.30, in un selva di cellulari, l’argenteo simulacro si è affacciato sul piazzale della cattedrale (speriamo per il prossimo anno libero dalla gru di palazzo Troilo), salutato dagli applausi. Mentre il lungo corteo delle confraternite e dei sacerdoti aveva quasi raggiunto le vicinanze di palazzo D’Ayala (quando i lavori?), San Cataldo veniva sistemato sul carro infiorato, pronto per incamminarsi. “Non perdiamo tempo, fate presto, prima che riprenda a piovere!”- facevano i membri del comitato. E la pioggia, in effetti, ha iniziato a cadere, ma leggera, fine, facendo aprire gli ombrelli, che poco tempo dopo venivano riposti. Ad andatura piuttosto spedita, fra gli scoppi dei mortaretti e le musiche delle bande, che non si sono risparmiate nelle esecuzioni delle marce, San Cataldo ha raggiunto il ponte girevole, sostando per il primo spettacolo di fuochi con i caratteristici fumogeni colorati.

Evitando di percorrere via Anfiteatro, per abbreviare prudenzialmente i tempi, la processione ha imboccato subito via D’Aquino per raggiungere piazza della Vittoria. Qui, una discreta folla (non tantissima come negli anni passati per timore dell’acquazzone) ha ascoltato il discorso dell’arcivescovo, affacciatosi dal balcone del Carmine, accompagnato dal vice sindaco Manzulli e dall’assessore alla cultura Marti in rappresentanza della civica amministrazione. A far da sfondo al momento solenne, quel “catafalco” che da tempo, troppo in ogni caso, avvolge Palazzo degli uffici: chissà quando potrà ritornare alla città! Riuscirà San Cataldo a fare il miracolo?

“Come già ho detto durante la cerimonia de ‘U Pregge – ha riferito mons. Santoro – si dice che il mare agitato faccia grandi i marinai, e noi tarantini abbiamo affrontato onde e tempeste senza scoraggiarci: continuiamo a coltivare la speranza per il futuro anche quando la sensazione è di affrontarle su una barchetta di carta, come quelle che gli studenti tarantini hanno portato in Cattedrale e a cui hanno affidato il loro messaggio di pace: una coscienza retta e nuova quale quella che dobbiamo aiutare a formare nei nostri giovani può far ritornare ad essere il nostro mare e la nostra terra un luogo di approdo sicuro, la nostra Taranto, la Puglia, la nostra Italia ponte in un Mediterraneo che desideriamo di pace per chiunque lo attraversi”.

 

Dopo la benedizione, la processione ha preso la via del ritorno, con il Santo questa volta sulle spalle dei confratelli di San Cataldo. Sul ponte girevole c’è stata la sosta per il bellissimo spettacolo di fuochi pirotecnici, anche questo anticipato, sul castello aragonese a cura dei bravissimi artificieri di Martina Franca. Poco dopo le ore 21, fra le immancabili note del ”Mosè”, il rientro in cattedrale. Tutti a casa per il derby milanese di Coppa, mentre al lungomare si smontavano anzitempo le bancarelle della piccola fiera patronale.

 

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