Scambi di cultura, esperienze ed emozioni

 

A Taranto l’Erasmus che riceve e dona la storia del territorio
Posted on 28 Giugno 2023, 10:28
5 mins

L’importate non è la meta, ma il viaggio. Che sia di piacere o di lavoro è un’esperienza che permette di arricchire il proprio bagaglio culturale, di conoscere e rispettare usi, costumi e realtà differenti.

L’ Erasmus, acronimo di EuRopean community Action Scheme for the Mobility of University Students, è un programma di mobilità studentesca, nato nel 1987 appartenente all’Unione europea, capace di unire le diverse sfaccettature del viaggio. Le tematiche, che si sviluppano nelle attività del progetto Erasmus, puntano principalmente alla sensibilizzazione dei giovani studenti verso culture differenti per cercare di diminuire le discriminazioni ed i fenomeni che colpiscono la società odierna. Tra i vari argomenti troviamo, l’inquinamento che spinge verso la cura dell’ambiente, la corretta alimentazione per diffondere il messaggio dei benefici di una vita sana, la conoscenza dei nuovi mezzi di comunicazione della potenza, della pericolosità e della buona gestione degli stessi.

Il segno che lascia questo viaggio educativo è così profondo che i ragazzi terminata la scuola, ammaliati dalla ricchezza e dalla diversità culturale, si allontanano dal proprio paese per cercare diverse opportunità di lavoro, la così detta “fuga dei cervelli”. I dati Istat ci confermano questo fenomeno, in quanto più del 47% degli italiani che si trovano all’estero sono partiti dal Meridione, più del 37,2% sono partiti dal Nord Italia ed il 15,7% è, invece, originario del Centro Italia. Il 54,9% degli italiani (quasi 3,2 milioni) sono in Europa, mentre il 45,8% (oltre 2,3 milioni) in America. Negli anni, anche per contrastare questi dati, le tematiche che si sono sviluppate sono legate al senso di appartenenza del proprio territorio. Questo dovrebbe far sviluppare nei giovani la voglia di rimanere e utilizzare le proprie risorse per creare un nuovo presente.

Parlando con Antonella Suriano, docente di lingua inglese e referente Erasmus+ dell’Istituto Comprensivo “Carrieri- Colombo” a Taranto, abbiamo approfondito l’aspetto emotivo che coinvolge non solo i ragazzi, ma anche i docenti e le famiglie che entrano a far parte di questa esperienza. “I ragazzi sono spinti dall’entusiasmo, intraprendono un viaggio che li fa crescere dal punto di vista didattico, in quanto sviluppano le competenze linguistiche, ed anche personale, collegato al legame di amicizia che si crea con gli altri studenti” racconta la professoressa Suriano “quando si passa all’accoglienza degli studenti stranieri, le famiglie dei nostri ragazzi sono fondamentali, la dedizione e la cura che emerge nella settimana di gemellaggio portano alla conoscenza della storia, del patrimonio e dell’umanità che si trova nella città di Taranto e che la rende così preziosa”.

L’obiettivo è l’inclusione, anche se l’esperienza viene fatta dagli studenti selezionati in base alla padronanza dell’inglese, tutti riescono ad avere un ruolo all’interno del meccanismo dell’Erasmus+ “non si tratta solo di viaggiare” afferma la professoressa Suriano “nel momento in cui accogliamo gli studenti di altri paesi, tra cui Francia, Germania, Polonia, Lituania, Grecia, Olanda e tante altre, mettiamo in atto diverse capacità creative dei ragazzi della scuola a partire da quelle artistiche che racchiudono la danza, il disegno, il teatro e la musica, fino a quelle scientifiche che comprendono gli approfondimenti e lo studio del paese e degli argomenti trattati”. Nonostante la sospensione dei progetti, a causa dell’emergenza covid19, i ragazzi si sono mostrati desiderosi di rimettere in moto questa grande macchina della cultura, di fare qualcosa di concreto. “In particolar modo la tematica dell’ultimo Erasmus+ “Art expressions againt Bullying at school”, con l’approvazione del Dirigente Scolastico Carducci, ha sensibilizzato i ragazzi non solo sul tema del bullismo, fenomeno esploso negli ultimi anni principalmente sui social, ma anche sulla tolleranza ed il rispetto del prossimo.

Al lavoro di squadra dei ragazzi si aggiunge anche quello dei docenti che, oltre a sviluppare nuovi approcci metodologici, facendo aumentare la curiosità dello studio, creano legami che favoriscono supporto emotivo e permettono l’intervento su questioni delicate che potrebbero sfociare in situazioni spiacevoli. Un viaggio che fa alzare lo sguardo verso l’orizzonte, mantenendo i piedi ben saldi sulla terra. Una formazione culturale e personale che consegna ai ragazzi gli strumenti per poter costruire il loro futuro, un lavoro pieno di responsabilità e doveri che lasciano il giusto spazio alla soddisfazione ed al piacere di raggiungere l’obiettivo.

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