Ad oltre un mese dalla firma (da parte del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del ministero delle Imprese e del Made in Italy) del decreto ex articolo 252 bis, Sogesid non ha ancora pubblicato il bando di gara per i lavori relativi a messa in sicurezza, bonifica e infrastrutturazione primaria dell’area ex Yard Belleli interessata dal progetto del gruppo Ferretti.
Il motivo di questo ritardo è stato affrontato giovedì durante una riunione del Comitato Esecuzione e Controllo dell’accordo sul progetto Ferretti: il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti ridotto di 5 milioni di euro il proprio contributo al progetto,
costringendo Sogesid (società in house al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) pronta a pubblicare la gara, a rinviare questo momento tanto atteso. Per uscire da questa nuova impasse, durante la riunione è stato deciso di individuare 5 milioni di lavori che saranno definiti ‘opzionali‘ e da effettuare in un secondo momento. A Sogesid il compito di individuare questi lavori, così da poter pubblicare il bando di gara (nel quale sarà specificata l’opzionalità di questi lavori): successivamente bisognerà però trovare la copertura finanziaria per effettuarli in un secondo momento.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/09/13/ferretti-che-sia-la-volta-buona/)
Dunque, ci sarà ancora da attendere. Era il 5 aprile scorso, quando con un parere positivo con prescrizioni da parte di Arpa Puglia e ISPRA, la conferenza di servizi decisoria con il ministero dell’Ambiente e la partecipazione della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Taranto, dette il via libera al Progetto integrato di messa in sicurezza permanente e di riconversione industriale, sviluppo economico e produttivo nell’area ex Yard Belleli di Taranto. Il cronoprogramma stabilito dalle parti nell’Accordo di Programma, prevede tempi molto stretti per le fasi di affidamento (90 giorni dalla validazione del progetto) e l’esecuzione dei lavori (18-19 mesi). Mentre i lavori per la parte pubblica saranno appaltati dalla Sogesid a cui toccherà svolgere attività di Responsabile del Procedimento, verifica e validazione progetti, diriga i lavori e collaudi le opere terminate, quelli afferenti al privato verranno affidati direttamente dal gruppo Ferretti Group(società con sede a Forlì che tra i suoi marchi conta Riva, Wally, Itama, Pershing, Crn, controllata dalla cinese Weichai Group (“SHIG – Weichai Group”) per l’86% e al 13,2% dal gruppo Ferrari, guidato dal presidente Tan Xuguang, e dall’amministratore aelegato Alberto Galassi).
Il progetto ha un valore complessivo di 201,2 milioni di euro, di cui 137,5 milioni di finanziamento pubblico (45.500.000 a valere sul Fondo Infrastrutture e 49.810.674,64 a valere su anticipazione dell’Autorità di sistema portuale) per il completamento della bonifica e le opere di infrastrutturazione e 63,6 milioni di investimento privato per l’attrezzaggio e la messa in esercizio di uno stabilimento produttivo per la costruzione di modelli e stampi per la produzione di scafi, coperte e sovrastrutture da parte della Ferretti S.p.A, che ha chiesto la concessione dell’area per 40 anni, coinvolto nel progetto insieme a Regione, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Autorità di Sistema portuale del Mar Ionio, per circa 65.500 metri quadrati coperti, in un’area che nel complesso arriva a 220.000 metri quadrati. Nello specifico la Regione Puglia finanzia 13,4 milioni a valere su proprie risorse nonché per 28,1 milioni di euro a valere sull’anticipazione di FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) disposte dal CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) in quota regionale su proposta del ministro per il Sud. Inoltre, lo stesso ministero su proposta del ministero dello Sviluppo economico finanzia altri 35 milioni di euro, a valere sul FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) di competenza del MiSE, la misura del Contratto di Sviluppo richiesto dal gruppo Ferretti. Il 7 dicembre 2021, il CIS Taranto approvò la riprogrammazione delle risorse proposta dall’allora ministro Mara Carfagna, in qualità di presidente. Grazie a quella decisione, fu possibile destinare 42,08 milioni di euro a diversi interventi (fondi inizialmente destinati al famoso progetto dell’Acquario Green). Di questi, 14,2 milioni di euro andarono ad integrare l’investimento volto all’insediamento del cantiere navale del gruppo Ferretti: risorse che come previsto dal contratto di sviluppo sottoscritto da Invitalia e dal gruppo imprenditoriale, lo Stato investe a fondo perduto per la realizzazione del progetto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/08/26/il-progetto-ferretti-e-ancora-bloccato/)
L’area interessata dal progetto è divisa in due lotti, il primo però è stato già bonificato: il progetto di bonifica per il secondo lotto è stato rivisto proprio in funzione delle esigenze del gruppo Ferretti ed è pronto da tempo. A proposito del primo lotto, nell’agosto 2021 è stato affidato alla ditta campana Cogei srl il servizio di Gestione dell’impianto TAF (Trattamento Acque di Falda) situato nell’area ex Yard Belleli del porto di Taranto e realizzato nell’ambito dell’intervento denominato “Primo stralcio dell’intervento di messa in sicurezza e bonifica della falda in area ex Yard Belleli, funzionale alla realizzazione della cassa di colmata la così detta “ampliamento del V Sporgente”. Per quanto attiene il secondo lotto, si prevede in particolare il completamento della bonifica già avviata col primo stralcio, col capping di circa 40 ettari di superficie, il marginamento della falda sul lato interno, dopo quello già ultimato nel primo lotto a ridosso del mare, l’ammodernamento della banchina portuale adiacente all’area interessata alla bonifica, la gestione dell’impianto TAF (trattamento acque di falda).
Il progetto, come più volte ricordato, dovrebbe avere una ricaduta occupazionale stimata di circa 200 unità. Anche in questo caso però, urge fare ancora una volta una precisazione che riportammo tempo addietro: nel contratto sottoscritto con il gruppo Ferretti è prevista la clausola sociale che prevede che il 50% dei posti di lavoro dovrà arrivare dal bacino degli ex TCT. Dunque, in realtà i nuovi posti veri e propri saranno 100. Poi è chiaro che si spera che il progetto, una volta realizzato, possa creare un indotto di imprese tale da poter consentire l’assunzione dei tanti lavoratori inattivi da anni a causa della chiusura di molti siti produttivi tra Taranto e provincia. L’auspicio è che si possa partire il prima possibile con la realizzazione di un programma di opere molto lungo e complesso, che secondo quanto previsto dal progetto dovrebbe concludersi entro dicembre 2024. Ma con questi tempi burocratici, riuscirsi sarebbe una vera impresa.
(leggi tutti gli articoli sul progetto Ferretti https://www.corriereditaranto.it/?s=ferretti&submit=Go)

Piero
Il governo sta chiaramente sabotando
gico
A Taranto esiste un triangolo non “Delle Bermuda” ma Delle Cheradi dove tanti e tutti i progetti scompaiono.Ripetutamente rimarco che Taranto rimane bistrattata colonia della politica romana strumentalizzata dallo pseudo capitalismo del Nord. Questo territorio nello scenario nazionale ha solo il compito di svendere il proprio ambiente in maniera morale,sociale,culturale ed industriale e l’ obbligo di accumulare pattumiera specie industriale senza la possibilità di riciclo o meglio di sviluppo di un quadro economico di tipo circolare.