Appalti sospetti cimitero: otto indagati

 

Emerge un odioso spaccato criminale dall' indagine della Squadra Mobile di Taranto sotto la direzione della Procura
Posted on 28 Dicembre 2023, 08:19
4 mins

Alle prime ore di stamani, giovedì 27 dicembre, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP presso il Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura di Taranto, nei confronti di 8 indagati, nell’ambito dell’operazione chiamata “Golden System”.

In carcere è finito Giuseppe Cristello, necroforo del cimitero. Gli altri sette sono ai domiciliari: si tratta dei dipendenti comunali Tiziano Scialpi e Vito Giannini, l’ex amministratore di fatto della società cooperativa Kratos Francesco Alfeo, e poi Antonio Sansone, Cataldo Forte, Giuseppe Ligorio e Valter Pernisco,

L’indagine, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Taranto sotto l’accurata direzione della Procura di Taranto, si è sviluppata dall’aprile del 2021, a seguito di un incendio, avvenuto nei pressi dell’ingresso principale del cimitero S. Brunone di Taranto, di due automezzi di proprietà di una società che all’epoca dei fatti gestiva, per conto del Comune di Taranto, i servizi cimiteriali.

Grazie anche all’ausilio dei moderni strumenti investigativi, si è riusciti a ricostruire l’intricata vicenda che ha visto come protagonisti alcuni dipendenti del Comune e alcuni soggetti appartenenti ad una Società Cooperativa Sociale, ritenuti presunti responsabili dei reati di turbata libertà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, anche nei confronti dei corruttori.

Dalle indagini, sarebbe emerso che i soggetti monitorati si accordassero e ponessero in essere molteplici condotte criminali che permettevano alla società cooperativa sociale di aggiudicarsi – illecitamente – la gestione dei servizi cimiteriali in Taranto per alcuni anni, con un importo della gara di appalto di circa 7 milioni di euro.

In particolare, risulterebbe che alcuni dipendenti del Comune di Taranto avessero modificato i punteggi attribuiti alle offerte tecniche ed avrebbero compiuto una serie di altre azioni volte a favorire irregolarmente la società cooperativa sociale a discapito delle altre che avevano partecipato alla gara, in cambio di presunte elargizioni di denaro.

A seguito di ciò è stata interdetta per 12 mesi la funzionaria comunale Barbara Galeone dal ruolo di dirigente di imprese Filomena Clarisa Francisco, legale rappresentante della Kratos. Indagati anche il comandante della Polizia Locale Michele Matichecchia e il dg del Comune, Carmine Pisano, membri della commissione aggiudicatrice

Altresì, la stringente attività di polizia giudiziaria avrebbe fatto emergere anche la presunta esistenza di un’associazione per delinquere, composta da alcuni necrofori in servizio presso il cimitero di San Brunone in Taranto, dipendenti della predetta società, i quali avrebbero posto in essere numerosissimi episodi di estorsione aggravata, dall’aver commesso il fatto in più persone riunite, nonché di concussione a danno degli utenti dei cimiteri di Taranto, compiuti nell’ambito dei servizi e delle operazioni cimiteriali, utilizzando per tale scopo anche la “cattiva fama” di un noto esponente di un gruppo criminale tarantino, deceduto dopo la conclusione delle indagini.

In base alle risultanze investigative della Procura e della Polizia Giudiziaria delegata, sarebbe emerso che il gruppo dei necrofori riuscisse ad ottenere dai familiari delle persone decedute, direttamente o attraverso l’intermediazione di agenzie funebri o di dipendenti cimiteriali, somme che variavano dai 100 ai 250 euro per ogni singola procedura di tumulazione o estumulazione.

Un aspetto particolare che si evince dall’attività di indagine è l’odioso “spaccato criminale” nel quale – soprattutto in situazioni di necessità – si è verosimilmente approfittato di sentimenti di affezione e dolore in cui le persone vengono a trovarsi allorché un familiare viene a mancare.

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