Ex Ilva: Morselli nel mirino della Procura

 

Per violazione codice Ambiente e rimozione dolosa cautele contro infortuni sul lavoro
Posted on 07 Marzo 2024, 12:13
3 mins

Violazione del Codice Unico dell’Ambiente e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Questi sono i due reati per le quali risulta indagata dalla Procura di Taranto Lucia Morselli, ex amministratore delegato di Acciaierie d’Italia, società in amministrazione straordinaria e l’ex direttore dello stabilimento Alessandro Labile (ha ricoperto il ruolo dirigenziale dall’agosto 2022 a maggio 2023). Entrambi hanno ricevuto un avviso di proroga delle indagini da parte del gip di Taranto, Francesco Maccagnano (anche se gli indagati potrebbero essere in tutto quattro). La notizia è emersa dall’edizione odierna della Gazzetta del Mezzogiorno e da diverse agenzie di stampa.

Secondo quanto emerso l’indagine ha preso avvio da un lato da una serie di esposti in Procura sulla problematica legata all’emissione di benzene ed all’aumento costante rilevato da ARPA Puglia e Asl Taranto negli ultimi tre anni, a cui si è aggiunto un esposto dello scorso anno presentato dai Commissari Ilva in AS in merito alla mancanza di manutenzioni sugli impianti da parte della società che gestiva in fitto i vari siti produttivi.

Gli accertamenti sul presunto sforamento dei limiti di benzene sono stati effettuati dai carabinieri del Noe di Lecce, coordinati dai pm Mariano Buccoliero e Francesco Ciardo. In diverse occasioni i militari del Nucleo operativo ecologico sarebbero entrati nell’impianto di Taranto per acquisire i dati mirati alle verifiche.

I magistrati si stanno concentrando sugli ultimi anni della gestione di Acciaierie d’Italia, ora in amministrazione straordinaria, quando il management era espresso dal socio di maggioranza ArcelorMittal, ovvero a partire dal 1 novembre 2018.

I due filoni d’inchiesta sono stati accorpati in virtù del fatto che si mira a capire se l’aumento delle emissioni di benzene sia stata causato da negligenze nella gestione dell’acciaieria o da cattive manutenzioni da parte della società, e quali siano state le azioni messe in campo da AdI per tentare di neutralizzare gli sforamenti, viste anche le richieste avanzate dalla stessa ARPA Puglia in merito a tale problematica. E proprio le problematiche legate al benzene avevano spinto a maggio 2022 il sindaco Rinaldo Melucci a firmare l’ordinanza che aveva imposto lo spegnimento dei reparti dell’area a caldo dello stabilimento. Il provvedimento è stato sospeso dal Tar di Lecce che dovrà esprimersi sulla legittimità di quel provvedimento dopo il ricorso di AdI.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/03/01/acciaierie-ditalia-e-fallita/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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