Fuori… Gioco, un progetto che include

 

Coinvolti alcuni reclusi della casa circondariale di Taranto che hanno potuto toccare con mano, grazie allo sport, lealtà, correttezza e rispetto delle regole
Posted on 24 Giugno 2024, 02:17
5 mins

Un sabato pomeriggio all’insegna dello sport, del divertimento e del rispetto dell’avversario nella splendida cornice dello stadio Erasmo Iacovone di Taranto, è andata in scena la settima edizione del progetto “Fuori…gioco!”: l’iniziativa, organizzata dall’avvocato Giulio Destratis, presidente dell’APS Fuorigioco, mirata alla rieducazione dei detenuti. Tramite la disciplina del calcio, l’obiettivo è quello di trasmettere ai reclusi i valori tipici dello sport, come il rispetto delle regole e dell’avversario. L’evento, patrocinato anche dal Ministero della Giustizia, ha dato la possibilità ad alcuni reclusi della Casa Circondariale di Taranto di evadere per alcune ore dalle proprie celle e confrontarsi in un quadrangolare con i componenti della Polizia Penitenziari, oltre ai Magistrati e agli Avvocati, sul rettangolo verde dell’impianto del rione Salinella.

L’avvocato Destratis sottolinea l’importanza della manifestazione: «Una bellissima giornata di sport e sociale, siamo giunti alla settima edizione di questo progetto trattamentale e ci tengo a specificare che non è solo un torneo di calcio, ma un progetto articolato, complesso e completo che ci ha visto iniziare le attività all’interno di un’area multimediale all’interno della casa circondariale. Abbiamo anche svolto degli allenamenti, sfruttando anche i campi del Circolo Tennis messi a disposizione dai Diavoli Rossi, prima della giornata più attesa con la partita dello Iacovone. Un quadrangolare all’insegna del fair play perché intendiamo diffondere i principi fondanti dell’ordinamento sportivo, ovvero la lealtà, la correttezza, il rispetto delle regole, del compagno, dell’avversario e dell’arbitro. Lo sport è di fondamentale importanza come sistema di educazione: recentemente è stata modificata la nostra Costituzione, con l’introduzione dell’articolo 33, che costituzionalizza la funzione educativa e sociale dello sport. Finalmente, esso è entrato in Costituzione e noi ne stiamo dando immediata dimostrazione con questo progetto, che fa il paio con l’articolo 27, a proposito della funzione rieducativa e non solo sanzionatoria della pena».

Tra le autorità intervenute anche l’Ispettore Capo della Polizia Penitenziaria Domenico Madeo: «Per noi è stata una bella sfida, dopo il Covid avevamo sospeso tutto ciò che riguardava questo progetto che fonda le sue radici dal 2013. Quest’anno abbiamo cercato, con l’aiuto di avvocati e magistratura, di alzare il tiro perché negli incontri che si sono avuti con i detenuti, l’offerta formativa rispetto al mondo sportivo è stata ampliata. Infatti, hanno svolto non solo dei corsi specifici riguardanti il calcio, ma hanno anche trattato tematiche afferenti al diritto sportivo. Ciò rappresenta un quid importante, soprattutto nell’ottica della legalità, a cui è ispirato l’intero progetto. È un’emozione particolare tornare allo Iacovone, rappresenta la punta di un iceberg che ha calamitato al suo interno diverse forze, tra cui anche quella della Polizia Penitenziaria. Abbiamo dato un contributo importante per la sicurezza, per le varie richieste dei detenuti affinché potessero partecipare all’evento».

Significativa la presenza del vice Sindaco di Taranto, nonché assessore allo sport, Gianni Azzaro: «Non potevamo mancare alla partita, giusto per rimanere in tema, proprio perché ormai lo sport è concepito come uno degli elementi per il rilancio e il riscatto della nostra società. Attraverso la trasmissione dei valori e della cultura sportiva, ovvero il rispetto delle regole o l’educazione alla sconfitta, si cerca di rieducare i detenuti. Questo progetto è in linea con quanto tracciato dall’Amministrazione e siamo ben lieti di far parte di quest’iniziativa, mettendo a disposizione il nostro attuale gioiello di famiglia come lo Iacovone, e donando loro delle scarpette da calcio con l’auspicio che possano essere un’occasione di un nuovo cammino all’insegna dei valori dello sport».

Per la cronaca, il torneo è stato vinto dai Magistrati, che si erano imposti nella prima semifinale ai calci di rigore, dopo aver pareggiato 1-1 all’ultimo minuto di gioco dei tempi regolamentari contro i detenuti. Nella seconda sfida, invece, la Polizia Penitenziaria si è imposta sugli avvocati, usciti sconfitti anche nella finale per il terzo e quarto posto contro i detenuti. Nella finalissima, i Magistrati sono aggiudicati il match ai rigori contro la Polizia Penitenziaria.

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