Kool & The Gang: quando la musica è storia

 

La prima serata di Ultrasuoni Music Fest ha portato in scena un live divertente e di altissima qualità
Posted on 25 Luglio 2024, 02:26
6 mins

Il timore di non arrivare a 73 anni con la tempra e l’arguzia di Robert “Kool” Bell era palpabile nella platea della prima serata di Ultrasuoni Music Fest sulla Rotonda del Lungomare di Taranto, durante la grandiosa esibizione di una delle band che ha cambiato il corso della storia della musica, lavorando principalmente nell’ambiente del Funk e nelle aree ad esso limitrofe dal Boogie alla Dance. Una folla non verbosissima quella presente nel parterre ionico, ma attenta, festosa e ligia all’epoca in cui le sonorità di Kool & The Gang facevano saltare in aria le piste da ballo (oltre che i woofer degli impianti). La generazione che ha ballato alcune tra le pietre miliari degli anni ’70 e ’80 si è ritrovata sottopalco per vedere Sir Kool in una stupefacente formazione a nove, in cui ha assolutamente brillato il cantante Shawn McQuiller, che ha giocato con la sua voce emozionando gli incontenibili fan d’annata, realmente incapaci di restare “fermi” per l’intera durata dell’esibizione.

Lo show è stato introdotto da Carlo Massarini, ormai di casa a Taranto da quando c’è il Medimex, con una sintesi del concerto che, di lì a breve, avrebbe inebriato i corpi dei presenti. “Open Sesame”, un po’ per sineddoche, ha inaugurato il palco di Ultrasuoni, su cui il bassista Robert, pago di essere l’unico dei fondatori rimasti (nonché il fautore del progetto musicale nel lontano 1964), si è fatto piacevolmente attendere, suonando per qualche minuto dietro le quinte. L’attuale formazione, che coinvolge musicisti di altissimo calibro – diversi dei quali sono con Mr. Kool dall’inizio degli anni Ottanta – ha dimostrato di saper possedere la scena in modo sano e pulito, senza il bisogno di ripescare a tutti i costi i cimeli scenografici impolverati dal tempo. Probabilmente, se si dovesse definire il massimo pregio di questa formazione di Kool & The Gang, si farebbe riferimento a una meravigliosa sobrietà fedele a se stessa senza mai risultare anacronistica. La prova tarantina di Kool & The Gang – a distanza di sessant’anni dalla fondazione (più “vecchi” di loro fra i gruppi storici ancora in attività vengono in mente solo The Rolling Stones, 1962) – non solo è pienamente superata, ma racconta anche uno spaccato dell’Italia felice; vera chimera della contingenza.

La maggior parte dei presenti sulla rotonda la sera del 24 luglio non voleva saperne di andare a casa dopo un’ora e mezza di musica coi fiocchi e, a set finito, ha continuato a reclamare Mr. Kool e compari nonostante gli addetti ai lavori fossero già impegnati a smontare le strumentazioni. La scaletta è stata all hit; costruita per piacere a un pubblico di affezionati in cui si annidava qualche sparuto giovane evidentemente cresciuto a pane e buona musica. La seconda canzone in scaletta, “Fresh”, ha inaugurato una serie di brani rimasti intonsi nella memoria sonora collettiva, nonché giunti ai posteri attraverso cinema, televisione e versioni puntualmente aggiornate dai dj contemporanei in tutto il mondo. Il trittico “Misled”, “Too Hot” e “Joanna”, ha preceduto l’abisso romantico di “Take My Heart”, che ha poi lasciato spazio a “Let the Music Take Your Mind” con un assolo di chitarra pronunciato fino allo sfinimento, colorato di velleità potenzialmente Noise e pesantemente Acid, citando addirittura “Purple Haze” di Hendrix in una frugale battuta. Ne è seguita una profonda simil-improvvisazione che sarebbe meglio definire “Freestyle”, rubando un termine tecnico all’Hip-Hop, con il basso di Robert protagonista.

La vera magia è arrivata con l’esecuzione di “Jungle Boogie”, non solo spartiacque del concerto ma anche della storia della band, che con questo brano del 1973 entrò nella colonna sonora di uno dei film cult del cinema internazionale: “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino del 1994. “Hollywood Swingin’” e “Summer Madness” (con forti incursioni di sintetizzatore), sono state preludio della miglior esecuzione di Kool & The Gang per la tappa pugliese: “Cherish” ha avuto il sapore dell’impossibile, donando corali vocalizzi da brivido ed avviandosi al tramonto con un delicatissimo assolo di chitarra. “Ladies’ Night” e la ritmica miliare ed indimenticabile “Get Down on It”, con tanto di assolo di batteria finale, hanno lasciato spazio alla signature song di Kool & The Gang: “Celebration”. Sulle note di uno dei pezzi più radiofonici della storia, con la folla in visibilio ed un incrocio serrato di ottoni, legni, percussioni e cordofoni, si è conclusa con successo la prima delle quattro date di Ultrasuoni Music Fest. Nelle tre sere a seguire: Earth, Wind & Fire Experience by Al McKay; Creedence Clearwater Revived; David Morales feat. Julie McKnight.

 

*Tutte le foto di Aurelio Castellaneta

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