Siccità: “Siamo al terzo minimo assoluto”

 

Le allarmanti parole di Maurizio Polemio, Coordinatore Idrogeologia della Società Geologica Italiana
Posted on 28 Luglio 2024, 07:31
7 mins

È la siccità ad aver conquistato gran parte dei territori dell’Italia del sud. In questo ultimo anno il 2024, è il sud a rilevare delle forti tendenze siccitose. L’aridità del suolo si sta manifestando in maniera grave nel centro della Sicilia, nella parte orientale della Basilicata e nelle zone basse della Puglia. Di quest’ultima, sono particolarmente colpite il Gargano, la Murgia interna, il Salento e alcune province di Taranto. Secondo gli studi della Società Geologica Italiana, in passato, i periodi siccitosi sono sempre stati presenti, ma negli ultimi anni la differenza viene stabilita dal cambiamento climatico. Questo comporta la frequenza e l’intensità del fenomeno, anzi dell’ anomalia per meglio definire l’attuale situazione

Marco Polemio, coordinatore Idrogeologia della Società Geologica Italiana

Maurizio Polemio, Coordinatore Idrogeologia della Società Geologica Italiana, Ricercatore del CNR – IRPI di Bari, ha evidenziato la preoccupante situazione della città di Taranto. “Se consideriamo gli ultimi 12 mesi di pioggia, da luglio 2023 a giugno 2024, sono stati rilevati 295 millimetri di pioggia, un valore pari al 60% della media rilevata in 103 anni. Siamo al terzo minimo assoluto registrato dal 1921, l’ultimo risale agli anni ’89/’90. Questi dati riguardano la pioggia, ma l’indice di aridità dipende anche dalla temperatura. Più questa si alza, più l’acqua evapora rapidamente, infatti, se continuiamo così per coltivare l’ortaggio servirà molta più acqua”. Stando all’analisi del ricercatore servirebbe “contenere” molta più acqua per favorire le colture, ma i valori di riempimento degli invasi artificiali in tutta la Puglia sono risultati molto inferiori rispetto alla capacità di capienza. A tutto questo, in particolare a Taranto, si aggiunge il problema dei vecchi impianti che comportano un’ulteriore perdita dell’acqua raccolta.

“Lottare contro questi fenomeni, di tutt’altra natura è ancora più difficile” -sottolinea Polemio- “Di base viene considerato una questione di scarsa manutenzione, ma molto spesso sono dei veri e propri furti che vengono classificati come perdite. È proprio questo il tema che andremo a trattare durante il convegno annuale della Società Geologica Italiana. Analizzeremo la gestione del ciclo dell’acqua, un tema multidisciplinare, che richiede una risposta articolata ad una domanda altrettanto complessa. Certamente tra i principali fattori di risposta c’è quello dell’utilizzo ottimale del sottosuolo, per rispondere alla crescente domanda idrica dovuta a dei bisogni differenti. Le acque sotterranee e gli acquiferi sono, in maniera naturale, sia il contenitore che l’elemento di trasporto delle stesse”.

Questa è la risorsa idrica italiana più importante che garantisce a scala nazionale l’84% dell’acqua potabile. Per la Puglia sono degli strumenti essenziali anche per gli usi irrigui e industriali. “Bisogna pensare di utilizzare l’acquifero come strumento di accumulo, ad esempio le acque reflue, che non possono essere usate in maniera diretta, oppure le acque dovute all’eccesso di deflusso come le piene, quelle degli scarichi degli impianti di depurazione. Molto spesso queste sono dolci e di buona qualità, potrebbero benissimo essere veicolate nel sottosuolo e conservate sia per ripristinare le quantità perse per sovrasfruttamento, sia per tenerle disponibili nei momenti di picco della domanda, fronteggiando le crisi. Negli ultimi anni sono stati perforare tantissimi nuovi pozzi, al momento sono unica risposta rapida alla carenza idrica”, sottolinea Polemio.

Attualmente tutte queste mancanze, modificano anche la predisposizione del suolo a produrre determinati alimenti, la terra di adatta alla poca acqua a disposizione favorendo alte tipologie di prodotti. Secondo Polemio per contrastare questo fenomeno bisogna utilizzare le nuove tecnologie, che formano l’agricoltura 2.0, meccanismi capaci di monitorare il terreno e capire le quantità di acqua che necessitano ed il periodo di irrigazione. Questo, però, spiega il ricercatore con un filo di rassegnazione, non esonera i produttori alla possibilità di cambiare in futuro tipologie di colture.

Giovanna Amedei Presidente Ordine dei Geologi

Avere la consapevolezza di una piena crisi idrica non basta, questa è la tesi sostenuta da Giovanna Amedei, Pr Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, la quale afferma che: “L’acqua piovana diventa sempre più una risorsa preziosissima in una terra come la Puglia, la regione d’Italia dove piove sempre meno e dove circa il 57% delle superfici è a rischio desertificazione. Tocca a tutti noi cambiare la nostra visione “idrica” con un uso sostenibile, ma soprattutto provvedimenti tecnici e politici a tutela dell’acqua”.  “Fortunatamente, le acque sotterranee, la più strategica e rilevante risorsa idrica italiana che, garantisce l’84% del fabbisogno idropotabile, oltre a una parte significativa delle esigenze agricole e industriali, stanno risentendo della diminuzione delle piogge e della crescente evapotraspirazione dovuta alle elevate temperature in modo molto attenuato rispetto alle risorse idriche superficiali. Gli acquiferi costituiscono infatti un serbatoio naturale per “immagazzinare” le acque di pioggia che si infiltrano, garantendone inoltre un’ottima qualità – dichiara Daniela Ducci, docente di Geologia dell’Università Federico II di Napoli, Consigliere del Direttivo Nazionale della Società Geologica Italiana – in quanto ben protette dalle rocce che le contengono. Alla risorsa che ogni anno si rinnova, si aggiungono cospicue riserve profonde di acqua non completamente rinnovabili, ma che potrebbero essere utilizzate nei periodi “critici”, come fonti di emergenza, da reintegrare nei periodi più piovosi. Tutte queste operazioni: l’individuazione delle rocce serbatoio, la redazione di bilanci idrogeologici, la sostenibilità dei prelievi e la valutazione della qualità delle acque, sono compiti specifici dell’Idrogeologia in particolare, ma più in generale della Geologia”.

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)