Il recupero di Torre d’Ayala mette (finalmente) d’accordo la maggioranza e la minoranza nel Consiglio comunale tarantino: l’approvazione dell’atto di trasferimento da sottoscrivere tra l’Agenzia del Demanio ed il Comune di Taranto ha infatti ricevuto, nella seduta odierna, parere unanimemente favorevole da parte dei consiglieri.
La riunione della massima assise cittadina, convocata in seconda battuta dopo il rinvio di ieri per mancanza di numero legale a seguito dell’abbandono dell’aula da parte di quasi tutta l’opposizione, è ripresa proprio dalla votazione di questo punto all’ordine del giorno.
Torre d’Ayala, edificio storico collocato in viale Virgilio, che rappresentava il termine della cinta muraria magno-greca e fu edificato nel XVIII secolo con funzione residenziale estiva, versa da anni in stato di abbandono.
L’amministrazione Melucci parlò per la prima volta della riqualificazione della struttura nel 2017: due anni dopo, la ristrutturazione fu inserita nel primo Masterplan dei Giochi del Mediterraneo 2026 ma, nel 2022, la parte in questione fu stralciata per motivi di opportunità.
Alla fine di gennaio 2024 l’amministrazione comunale ha presentato un programma di valorizzazione dell’edificio storico, funzionale al percorso di acquisizione del bene di proprietà della Marina Militare, all’Ente comunale, avvenuto il 2 febbraio.
Nel luglio scorso se n’è riparlato all’interno di un primo tavolo tecnico sul “Piano Città”, iniziativa che facendo leva sul coinvolgimento dell’Amministrazione comunale, l’Agenzia del Demanio e la Difesa punta a recuperare, utilizzare e riqualificare il patrimonio immobiliare cittadino.
La discussione odierna tra le forze politiche locali è proseguita sulla questione dei numeri: dall’opposizione si obietta che la maggioranza continua a non avere le forze necessarie ad approvare atti importanti, come testimoniato dal rinvio della seduta di ieri, mentre altri consiglieri di minoranza accusano il presidente Abbate di parzialità.
L’occasione di esprimere la propria dichiarazione di voto è propizia, per la consigliera Bianca Boshnjaku, per ufficializzare il passaggio al gruppo misto di minoranza.
L’opposizione dichiara comunque la propria disponibilità ad agevolare la riqualificazione dell’immobile, pertanto l’approvazione dell’atto di trasferimento riceve parere favorevole all’unanimità.
Dopo il rinvio dei due punti seguenti all’ordine del giorno, si passa alla nomina del nuovo presidente della Commissione Affari Generali, ruolo per il quale la maggioranza propone il nome del consigliere Michele De Martino, che viene successivamente eletto all’unanimità.
È poi la volta della nomina del presidente della Commissione Attività produttive dopo le dimissioni di Goffredo Lo Muzio: è lo stesso consigliere a specificare che le ragioni che lo hanno spinto a lasciare l’incarico non sono di natura politica, bensì lavorativa e personale, indicando poi come suoi successori Luigi Agrusti, nel ruolo di presidente, e Vittorio Mele in qualità vicepresidente.
Si passa, quindi, alla votazione del nuovo presidente, che viene individuato proprio nella persona di Luigi Agrusti, eletto con 17 voti favorevoli, mentre per la nomina del vicepresidente occorrerà attendere la prossima seduta, così come per l’elezione del nuovo presidente della Commissione Servizi, a seguito delle dimissioni di Patrizia Mignolo per “improcrastinabili impegni lavorativi”.
La seduta si chiude poi con la veloce approvazione del riconoscimento di due debiti fuori bilancio.
