Non è la destinazione, ma il viaggio che conta… A meno che questo non si trasformi in un calvario. Proprio come quello che gli studenti della Facoltà di Ingegneria a Paolo VI, Taranto devono affrontare tutti i giorni.
Lo racconta al corriereditaranto.it, Cristian Lanzillotti, studente di ingegneria presso il Politecnico di Taranto che, durante la triennale, ha dovuto affrontare diverse peripezie per poter raggiungere la sede.
“Vivendo a Martina Franca, ero vincolato agli orari delle Ferrovie Sud Est che impiegano un’ora e mezza per arrivare alla stazione di Taranto, per non parlare dell’attesa del bus al Porto Mercantile per altri 40 minuti di viaggio, la linea che prendevo non era inserita nemmeno nel tabellone della fermata. Dovevo solo sperare di non aver perso la corsa” -spiega Cristian e continua- “L’altra incognita è la pausa pranzo, abbiamo delle convenzioni con l’Ipercoop, che si raggiunge sempre con il bus e che ha orari non compatibili con la nostra pausa”.
I disagi a livello provinciale sono preoccupati come ha sottolineato nell’intervista la prof.ssa Domenica Costantino. “In quest’ottica lo studente che abita a Francavilla decide di spostarsi a Lecce, dove i collegamenti sono più funzionali e dove sono state create delle linee extraurbane che portano direttamente alla sede della Facoltà”.
Il Comune, così come la Provincia, hanno promesso ai docenti e agli studenti della sede di Paolo VI di trovare delle sedi adeguate nel centro storico della città, soluzioni che allo stato attuale non sono state ancora attuate.
“Promesse fatte circa quatto anni fa che non sono state mantenute. La sede al momento non la possiamo abbandonare, per via dei laboratori pratici e perché l’edificio è di proprietà della Provincia; ciò comporta che la manutenzione straordinaria non può essere effettuata” -sottolinea la prof.ssa Costantino e continua- “Stiamo effettivamente perdendo studenti perché i ragazzi invece di fermarsi a Bari fanno il grande passo e si trasferiscono direttamente a Milano”.
A questi ostacoli, sono seguite le indagini sul territorio locale dalle quali sono emerse altre questioni irrisolte: “Analizzando le difficoltà comunali, il problema si presenta nello spostamento di un certo numero di studenti ai quali mancano, una volta arrivati a destinazione, una serie di servizi essenziali, come la possibilità di fare una pausa pranzo”, afferma la Prof.ssa Costantino.
Tematica sollevata, durante l’intervista, anche da Emanuele Ranieri, studente di ingegneria che sta terminando la triennale: “Non abbiamo spazi comuni dove poterci confrontare e rilassarci. La sala studio è sempre piena, ma ognuno pensa a sé. Non nascondo che durante il primo anno di università ho pensato di lasciare gli studi perché il luogo che avevo immaginato era completamente differente da quello che vivevo quotidianamente”.
Con questa confessione, Emanuele ha voluto far notare l’assenza, all’interno dell’Università di Taranto, di una figura professionale di supporto, come lo psicologo. Un argomento attuale sul quale la prof.ssa ha voluto esprimere il suo pensiero.
“Nel Politecnico di Bari c’è già il supporto psicologico per gli studenti. Credo che questa assenza riguardi sempre i numeri, più sono bassi meno investimento economico c’è da parte dell’Ateneo. Pensare di trovare uno psicologo, che possa lavorare anche in maniera itinerante in tutte le sedi presenti a Taranto sarebbe un servizio molto utile e tanto apprezzato dai ragazzi”.
Diversi sono stati i servizi proposti durante l’intervista da Cristian ed Emanuele, come l’istituzione di un bus navetta dedicato agli studenti (facoltà di ingegneria e scienze ambientali) che possa partire dai punti cardini della città con un costo ridotto per agevolarne l’uso.
L’unica nota positiva è l’elevata offerta lavorativa sul territorio, dovuta anche all’ottima preparazione didattica, apprezzata anche dalle aziende locali. A volte penalizzata a causa basso numero di iscritti che di conseguenza non soddisfa a pieno la domanda del mercato. Cristian ed Emanuele come tutti gli universitari che si trovano nella stessa situazione, auspicano azioni future concrete, che possano far esprimere i giovani al massimo delle proprie capacità nel mondo del lavoro.

Fare presto
Non sarebbe male creare subito “l’azienda comunale per il diritto allo studio” per la gestione di tutti i servizi destinati agli studenti. Dalla mensa, agli alloggi e alle bibilioteche oltre che dei trasporti. Se veramente si crede alla prospettiva di un polo universitario che si rispetti.