Svolta nella vertenza riguardante la crisi finanziaria della Fondazione Cittadella della Carità. Il Consiglio di Amministrazione in carica, che oramai vedeva un’unica componente nel contestatissimo presidente Sibilla, è stato sciolto. A prendere il posto dell’ex presidente del CdA è Giuseppe Straziota in rappresentanza del gruppo Neuromed. Lo affiancheranno l’avv. Giuseppe Galeone espressione della Soave Sanità del gruppo Neuromed e Luigi Cianciotta, dimessosi dalla fondazione poco tempo fa e che sarà espressione della Curia all’interno del CdA.
A due settimane di distanza dall’ultima riunione in task force regionale per l’occupazione, durante il quale il responsabile del Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia, Vito montanaro aveva chiaramente prospettato la possibilità di un intervento diretto dell’ente regionale nella vertenza, nell’ambito del quadro normativo vigente, per garantire il salvataggio delle prestazioni sanitarie e dei 160 lavoratori coinvolti, arriva dunque una novità che potrebbe cambiare la storia della Cittadella e dei suoi lavoratori.
Perché dietro lo scioglimento del CdA, c’è la scelta della Curia di accedere al concordato preventivo, che oltre a congelare gli stipendi arretrati, ferma i 60 giorni di tempo che la Regione aveva concesso alla Fondazione nei quali avrebbe dovuto provvedere a saldare tutti i debiti con i lavoratori, pena l’avvio della procedura di revoca degli accreditamenti.
Ciò che però al momento manca, è chiarezza su tutto il resto. Non è chiara la percentuale delle quote della Fondazione che il gruppo Neuromed rileverà o ha già rilevato (anche se nei mesi scorsi si parlava del 51%), visto che manca un piano industriale che chiarisca le prospettive della struttura sanitaria, così come quali saranno gli investimenti che il gruppo abruzzese vorrà realizzare. Soprattutto si dovrà fare piena luce sul futuro occupazionale dei 160 lavoratori coinvolti nella vertenza, verso i quali la Fondazione vanta un debito pari a 2,5 milioni di euro (TFR e retribuzioni e buono pasto arretrati) che non è dato sapere al momento come e quando verrà saldato.
Ai lavoratori e alle lavoratrici interessati dalla vertenza continuano infatti a mancare diverse spettanze: metà della tredicesima del 2023, lo stipendio di aprile, il premio di produzione, lo stipendio di novembre e la tredicesima del 2024, a cui si è aggiunto anche lo stipendio di gennaio: solo lo stipendio di dicembre è stato saldato nei giorni scorsi.
Senza dimenticare, come ampiamente risaputo, che la situazione economica della Fondazione è sempre era da tempo vicina al collasso finanziario. Dall’ultima rilevazione effettuata, è risultato che il debito finanziario della Fondazione ammonti a 25 milioni di euro (più il TFR ante 2007) così suddiviso: 12 milioni verso le banche, 6 milioni nei confronti dei fornitori, mentre i restanti 7 sono nei confronti dell’erario e dei lavoratori.
Per questo le organizzazioni sindacali FP Cgil, Cisl FP e FIALS, hanno immediatamente chiesto un incontro alla Fondazione, per avere chiarimenti su quanto sta effettivamente accadendo, visto che ad oggi non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale in merito.
La lunga crisi della struttura sanitaria che svolge un ruolo di prima importanza per la provincia ionica mettendo a disposizione del territorio 80 posti di Rsa e 54 posti letto in una Casa di cura oltre ad un poliambulatorio, e che dà lavoro a 160 persone, è quindi giunta alla svolta decisivo. A stretto giro la task force riconvocherà le parti per fare il punto della situazione e chiarire quale sarà il futuro dell’importante struttura sanitaria tarantina e dei suoi lavoratori.
(leggi tutti gli articoli sulla crisi della Fondazione Cittadella della Carità https://www.corriereditaranto.it/?s=cittadella&submit=Go)
