Fissata udienza appalti carcere Taranto

 

Il 7 maggio davanti al GUP Caroli. Tra indagati ex direttrice Baldassari e dirigente comunale Pisano
Posted on 19 Marzo 2025, 17:28
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È stata fissata per il 7 maggio prossimo davanti al GUP di Taranto Giovanni Caroli l’udienza preliminare a carico di 9 indagati nell’ambito dell’inchiesta denominata Pandora, condotta dal pubblico ministero Vittoria Petronella, sulla gestione del carcere di Taranto e alcuni appalti concessi tra il 2020 e il 2022. Nell’elenco figurano anche l’ex direttrice dell’istituto penitenziario Stefania Baldassari (coinvolta per le ipotesi di falso e truffa; nei suoi confronti fu rigettata dal gip la richiesta di arresti domiciliari) e il dirigente comunale Carmine Pisano.

Il 9 settembre del 2024 la guardia di finanza notificò un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari alla funzionaria del carcere Barbara Panunzio, ad Alberto Frangelli, legale rappresentante della società cooperativa sociale Spartan Prison Made Scarl, e a un altro imprenditore, per il quale ora si procede separatamente.

All’ex direttrice del carcere Baldassari e al dirigente del Comune Pisano fu applicata la misura interdittiva della sospensione del servizio “di un pubblico ufficio o servizio” della durata di un anno. A tre imprenditori la misura interdittiva del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio, sempre per la durata di un anno. Tra gli indagati ci sono anche la dipendente di un’impresa e un funzionario amministrativo del carcere.

Le accuse contestate a vario titolo sono false attestazioni, falso ideologico, truffa, turbativa d’asta e corruzione. Secondo le contestazioni dell’accusa, l’ex direttrice avrebbe in più occasioni attestato falsamente (nel periodo dall’1 gennaio 2020 al 30 giugno 2021) la sua presenza nel carcere aggirando il sistema di rilevamento delle presenze, in particolare attraverso l’inserimento manuale dell’orario di ingresso giustificandolo con la causale “dimenticanza badge”.

A Baldassari, che fu candidata sindaco di Taranto per il centrodestra contro Rinaldo Melucci nel 2017, è contestato anche il falso ideologico in quanto, secondo l’accusa, avrebbe attestato falsamente all’amministrazione di appartenenza di aver svolto attività correlate alla carica di consigliere comunale mediante il rilascio di nove dichiarazioni sostitutive di certificazioni.

Sempre secondo il capo d’imputazione, avrebbe attestato falsamente la propria presenza negli uffici della casa circondariale di Taranto, inducendo in errore l’amministrazione di appartenenza e procurandosi un ingiusto profitto – corrispondente al pagamento di emolumenti non dovuti – per un ammontare complessivo di circa 6500 euro con danno economico per la pubblica amministrazione di pari importo.

Al centro delle indagini sono finiti gli appalti per la gestione di un laboratorio pasticceria (alla società cooperativa sociale Spartan Prison Made Scarl), la fornitura di dispositivi e utensili per la preparazione e cottura dei cibi (all’impresa Roberto Bozzi srl), il servizio di ideazione e sviluppo della piattaforma web legata al laboratorio di pasticceria per la pubblicizzazione dei prodotti realizzati dal laboratorio a fine di vendita-portale e-commerce (gara assegnata alla società Never Before Italia srl), e i lavori di impermeabilizzazione all’interno della casa circondariale (alla ditta Edilizia 5.0 Srls).

Secondo l’accusa, il dirigente comunale Pisano, nell’ambito della realizzazione del progetto del laboratorio di pasticceria, per velocizzare lo sblocco del versamento di un anticipo sul corrispettivo per la fornitura di dispositivi ed utensili per la preparazione e cottura dei cibi in favore dell’impresa Bozzi, avrebbe accettato da Frangelli la promessa della dazione di una impastatrice planetaria.

La dirigente del carcere Panunzio, invece, avrebbe dichiarato, quale direttore dei lavori, la congruità dell’offerta presentata dalla ditta Edilizia 5.0 Srls per l’affidamento diretto di lavori di impermeabilizzazione all’interno della casa circondariale di Taranto, accettando da Frangelli la promessa della dazione di una somma di denaro.

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Emidio Attavilla, Giuseppe Losappio, Claudio Petrone, Francesco Nevoli, Gianluca Mongelli, Antonio Mancaniello, Danilo Ponzetta, Daniele Lucente, Nicola Miccolis, Ladislao Massari e Mirko Porsia.

 

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