Dove sono gli animali della villa Peripato?

 

Sfrattati e trasferiti in una struttura a Grottaglie, che ora è oggetto di sgombero
Posted on 25 Marzo 2025, 13:58
5 mins

Ricordate i pavoni, le pavoncelle, le oche, le anatre e le colombe (25 animali in tutto) trasferiti dalla villa Peripato a una struttura di Grottaglie per allontanarli da una situazione di degrado? Era l’immediata vigilia di Ferragosto del 2022. Sono ancora lì (in numero ridotto perché alcuni di loro sono morti) ma ora incombe una procedura di sfratto, la cui esecuzione è slittata a giugno. L’auspicio è che possano tornare il prima possibile nella villa Peripato, un tempo il giardino delle delizie, ora priva di quegli animali che rappresentavano comunque un’attrazione. Doveva essere una sistemazione provvisoria. Sono passati oltre due anni e mezzo e trascorreranno probabilmente altre settimane, fino a quando non saranno definiti e ultimati i lavori di riqualificazione. “Qualche giorno fa –spiega Gianni De Vincentiis, presidente provinciale del Wwf, a cui fu affidato il trasferimento alla struttura di Grottaglie – abbiamo appreso di una procedura di sgombero, chiamiamola così, e che quindi questi animali dovevano essere dati probabilmente in affidamento a una persona che non conosciamo. Quindi siamo intervenuti come Wwf col nostro ufficio legale e – aggiunge – siamo andati sul posto, testimoniando il fatto che questa associazione aveva in custodia gli animali di proprietà del Comune di Taranto. A noi non era stata data alcuna comunicazione. Quindi il provvedimento è stato spostato a giugno in attesa che ci siano interlocuzioni tra la proprietà e l’associazione”.

La questione, a quanto apprende il corriereditaranto.it, è venuta a galla durante il terzo accesso dell’ufficiale giudiziario. Lo studio legale che segue la procedura di sfratto ha inviato una Pec anche al Comune di Taranto e al Wwf Italia, segnalando peraltro la presunta inidoneità di quei luoghi (una struttura ubicata all’interno di un centro abitato e confinante con altre abitazioni) ad accogliere gli animali anche a causa – secondo quanto sostiene lo stesso studio – della contemporanea presenza di maiali, pecore, galline e cani.

De Vincentis contesta la versione della proprietà, sostenendo che “il luogo non è assolutamente inidoneo ed è provvisto di tutte le autorizzazioni Asl necessarie. La morte di alcuni animali trasferiti è stata dovuta in alcuni casi all’età (le pavoncelle vivono mediamente dai 2 ai 3 anni), altri per cause naturali. In nessun caso c’è stato maltrattamento o trascuratezza nei confronti di questi animali. Per quanto ci riguarda, mai abbiamo riscontrato la presenza di maiali e pecore, mentre non ci risulta incompatibilità detentiva tra galline e cani. Il fatto poi che la struttura si trovi in un centro abitato è marginale, innanzitutto perché è in zona periferica, sufficientemente distante da altre strutture, è una struttura che fondamentalmente si occupa del nostro prossimo disagiato (non a caso l’associazione si chiama Uomini Vivi) ed è provvista di tutte le autorizzazioni previste”.

Qualsiasi “trasferimento e affidamento – precisa ancora – sarebbe illegittimo senza comunicazione al Comune, che, tramite la Direzione Ambiente, ora dovrà adoperarsi e decidere cosa fare. Vedremo se toccherà a noi occuparci della loro ulteriore sistemazione in forma provvisoria in attesa che i lavori alla villa Peripato vengano conclusi. Poi si potrà decidere se reimmettere questi animali o darli in affidamento definitivo. Lo capiremo in seguito”.

Una cosa è certa: “se non sistemano le aree della villa Peripato – chiarisce il presidente del Wwf – questi animali, tra cui oche comuni, pavoncelle e pavoni, non possono rientrare”.

L’unica specie ancora presente nella villa è rappresentata dalle “tartarughe all’interno della fontana all’ingresso di via Luigi Viola, ma – fa rilevare De Vincentiis – si tratta di tartarughe d’acqua alloctone, abbandonate nel corso degli anni, non nostrane, per le quali è vietato anche rilascio in natura perché sono altamente invasive e distruggono la biodiversità autoctona”.

Se si deciderà di far tornare alla “casa-madre” gli animali ancora ospitati nella struttura di Grottaglie, bisognerà “rispettare le norme di gestione. Il problema – puntualizza il presidente del Wwf – non era relativo alla cattiva gestione del Comune, ma alla pessima abitudine dei cittadini di dare da mangiare loro di tutto. Noi abbiamo trovato persino piatti con orecchiette e cime di rapa. È chiaro che gli animali andavano in distrofia del piumaggio, dovuta appunto alla cattiva alimentazione, e sembravano maltrattati, ma maltrattati non erano”. Poveri animali, malnutriti dai visitatori quando erano custoditi nella villa Peripato, trasferiti (peraltro da una condizione di degrado), dimenticati, e ora sfrattati.

 

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Un Commento a: Dove sono gli animali della villa Peripato?

  1. senza cuore

    Marzo 25th, 2025

    Questi sono fatti seri! No quando muore il padre o la madre.

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