“Il sangue è un farmaco salva-vite, raro e prezioso, che non si fabbrica in laboratorio” così Antonio Fago, presidente dell’Avis comunale Taranto, descrive l’elemento scelto dai volontari che donano una speranza di vita.
Un gesto concreto di solidarietà, che negli ultimi anni, ha subito un drastico calo. In Italia, infatti solo il 13% dei giovani tra i 18 e i 20 anni dona il sangue, mentre nella fascia compresa tra i 25 e i 35 anni i donatori attivi non superano il 18%.
Dati nazionali molto bassi che rispecchiano le carenze che periodicamente gli ospedali e i pronto soccorso locali devono fronteggiare soprattutto durante la stagione estivo. In occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, che si celebra il 14 giugno, abbiamo intervistato Antonio Fago per carcare di capire la situazione che vive la comunità tarantina.
A fine maggio appena scorso si è riscontrata una leggera flessione delle donazioni (- 0,9%), a livello regionale, cui è corrisposta una lieve riduzione delle trasfusioni (- 0,4%).
Nel 2024, la Regione Puglia ha registrato un lieve calo dei donatori (- 3,5% rispetto al 2023), ma un aumento delle procedure trasfusionali, pari a 188.355 (+ 3,2%), con un indice di donazione in crescita (1,7 rispetto all’1,6 dell’anno precedente).
I nuovi donatori provengono soprattutto dalla fascia 18-25 anni, ma solo il 10% torna a donare, evidenziando un problema di fidelizzazione.
Sul fronte assistenziale, continua l’aumento della domanda di emocomponenti, in particolare emazie, i globuli rossi, il cui consumo ha superato i 42,3 per 1.000 abitanti, al di sopra della media nazionale che è di 40 ogni 1.000 abitanti.
“Storicamente nei mesi estivi, riscontriamo una diminuzione dei donatori – ha detto Fago – “Le vacanze ed il mare prendono il sopravvento, la gente tende a rilassarsi e a far passare in secondo piano un’azione di importanza vitale”.
Le sacche di sangue che vengono raccolte, infatti, sono essenziali non solo per operazioni classiche o d’urgenza, ma diventano un supporto fondamentale per le persone microcitemiche, una patologia che necessita di una trasfusione per consentire al paziente di vivere.
“Sul territorio di Taranto contiamo ben 150 persone che soffrono di questa malattia dove in base alla gravità della patologia possono aver bisogno della trasfusione anche tre volte al mese” – ha raccontato Fago – “Inoltre il sangue serve nei reparti di oncologia, di ematologia, per trapianti e interventi d’urgenza”.
Negli ultimi anni è diventato complesso anche trovare dei donatori, ogni volontario infatti deve rispettare alcuni parametri, bisogna avere diciott’anni, pesare almeno 50 kg e godere di buona salute. Inoltre è necessario effettuare un prelievo di sangue e attendere i risultati delle analisi che certificano lo stato ottimale dell’emoglobina, nello specifico per gli uomini i valori devono essere pari al 13,5%, mentre per le donne al 12,5%.
Tutti coloro che rientrano nei giusti parametri oltre a poter donare il sangue ricevono diversi benefici sul proprio sistema sanguigno, che si rigenera e si pulisce, come un filtro naturale all’interno del corpo.
“Proviamo in ogni modo a far capire che la donazione è un gesto che si fa per il bene dell’altro ma anche per sé stessi, perché attraverso queste analisi si possono ottenere anche diagnosi che, normalmente, costerebbero più di 200 euro di ticket” – ha sottolineato – “Tra i risultati più importanti ci sono l’epatite, la sifilide, l’HIV, la glicemia, il colesterolo e tanti altri”.
Il percorso itinerante che l’Avis svolge a Taranto con l’autoemoteca, ha un ruolo fondamentale. “Ci spostiamo nelle zone limitrofe e in provincia, durante l’ultimo viaggio, a Faggiano siamo riusciti ad ottenere 39 sacche – sottolinea Fago- “Un dato comunque molto positivo, considerando i numeri bassissimi che il centro trasfusionale dell’Asl, che è aperto ogni giorno dalle 7:30 alle 11 :30 in questo periodo raccogliere 12 massimo 15 sacche di sangue”.
Un problema culturale, secondo Fago, in quanto “la gente è abituata ad avere tutto sotto gli occhi”, difficilmente si sposta o trova del tempo durante la giornata per recarsi all’ospedale al Centro Trasfusionale all’interno del Padiglione Vinci del SS Annunziata e donare.
L’associazione sensibilizzazione costantemente le nuove generazioni con dei percorsi all’interno delle scuole in particolare ai neo diciottenni, perché è fondamentale spiegare l’importanza della donazione. Molti giovani donano solamente perché vogliono saltare la lezione, ricevere il credito, avere la colazione dopo “manca proprio la reale motivazione di questo gesto e ciò che comporta all’altro, sono poco sensibili verso queste tematiche e molto indifferenti come se la cosa non gli appartenesse”.
La donazione può essere effettuata fino ai 65 anni, quindi “iniziare a sensibilizzare i giovanissimi sull’importanza della donazione permetterebbe di allargare il bacino molto di volontari e raccogliere periodicamente un buon quantitativo di sangue – ha spiegato Fago- “Un gesto di 10 minuti che porta benefici non solo a chi lo riceve, ma anche a chi lo compie”
L’associazione continua il suo viaggio itinerante il 29 giugno alla chiesa della Madonna di Fatima a Talsano dalle 17:30 alle 20:00 e il 6 luglio in via donatori del sangue a Taranto dalle 8:00 alle 12:00.
