“Non si può scioperare su un lavoro straordinario che si decide di fare in maniera volontaria” sono le prime parole piene di rabbia e delusione di A.P. (rispettiamo la riservatezza chiesta dall’intervistato), autista dell’ambulanza dell’Asl di Taranto in servizio presso l’ospedale Moscati che ieri mattina, 29 giugno, non si è presentato con l’autoemoteca alla raccolta di sangue organizzata dall’Avis di Statte.
Un’azione che i presenti, circa una quarantina pronti a donare il sangue, hanno interpretato come una protesta momentanea, anche se l’origine del problema è molto più complessa.
Tutto è iniziato il 27 giugno, quando A.P. non avendo ricevuto lo stipendio con tutti gli straordinari effettuati a partire dal mese di aprile, ha deciso di chiedere spiegazioni alla direzione amministrazione dell’Asl.
“Mi è stato riferito che ad aprile avevo superato il tetto massimo degli straordinari, che corrispondono a 180 ore l’anno elevabili a 250 ore” – ha detto – “Assurdo considerando che a maggio ho effettuato oltre 120 ore di straordinario come anche nel mese di giugno per coprire diversi servizi a causa della carenza di personale”.
Messo al corrente della sua situazione, A.P. si è subito recato al centro trasfusionale dell’Asl di Taranto, comunicando verbalmente, l’impossibilità di svolgere la raccolta di sangue a Talsano programmata il 27 giugno dall’Avis di Taranto.
“In quel momento mi è stato presentato un ordine di servizio specificando che sarebbe stato retribuito solo il servizio prestato a Talsano. Loro sapevano che dopo non sarei stato più disponibile”.
Le difficoltà non si fermano qui, perché i limiti degli straordinari sono stati raggiunti con questa velocità per lo scarso numero di operatori all’interno del settore sanitario.
“L’autoemoteca può essere guidata solo da chi possiede una patente C – ha spiegato- siamo davvero pochi. Ciascuno di noi più o meno ha una media di 7-8 raccolte al mese, che corrispondono a 7 ore per ogni uscita, in questo noi stiamo considerando solamente il servizio della raccolta, ma di solito svolgiamo anche altri straordinari per sostituire i turni delle persone in ferie o di quelle in malattia”.
Questa situazione critica è stata riconosciuta anche dal presidente dell’Avis di Statte, Tiziano Fischetti che si è sfogato con un post su Facebook. “È giusto precisare che nessuno vuole colpevolizzare il reparto autisti dell’autoemoteca e credo che la parola “sciopero” sia partita dal fatto che gli autisti sono stanchi di lavorare senza percepire quello che gli è dovuto… tutto ciò che è accaduto è inammissibile dove i dirigenti che gestiscono il personale autisti non si sono preoccupati ed attivati per tempo a trovare una soluzione, dato che la programmazione delle uscite esterne con autoemoteca è programmata da un calendario fatto dal trasfusionale con le varie sigle di associazioni che si adoperano gratuitamente per la sensibilizzazione e la donazione del sangue poco più di un anno prima”.
A.P. ha voluto concludere l’intervista con delle richieste ben precise “Vogliamo essere pagati per il servizio che svolgiamo e chiediamo di rivedere parte del nostro contratto, oltre alla richiesta urgente del personale qualificato per il settore”.
