L’irresponsabilità statale nelle aggressioni ai sanitari

 

Intervista al Presidente Nazionale SIS 118 e Direttore del 118 Asl Taranto, Mario Balzanelli: "Siamo esasperati"
Posted on 04 Luglio 2025, 08:45
8 mins

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“C’è una diffusa e profonda irresponsabilità nei confronti di medici, infermieri, soccorritori del 118, che rischia di mandare questo sistema in crisi”.

Mario Balzanelli, direttore del 118 Asl Taranto e presidente nazionale di SIS 118, commenta ai nostri microfoni gli ultimi due episodi di aggressione avvenuti a Taranto e Palagiano ai danni degli operatori sanitari.

Un fenomeno che non sembra scalfito più di tanto dall’inasprimento legislativo: nonostante l’entrata in vigore, a fine 2024, del Decreto anti-violenza che comprende pene più severe per chi si rende responsabile di aggressioni e danneggiamento di strutture sanitarie (sia pubbliche che private), prevedendo l’arresto in flagranza di reato, i dati non sembrano mostrare una flessione.

Secondo quanto riportato da Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi), l’Unione Medica Euromediterranea (Umem) e il Movimento Internazionale Uniti per Unire, nei primi mesi del 2025 gli episodi di violenza fisica e verbale in ambito sanitario in Italia sono aumentati del 37%.

L’effetto deterrente ha sicuramente bisogno di più tempo per manifestarsi concretamente, ma soprattutto di un’applicazione puntuale della legge prevista.

E proprio su questo Balzanelli manifesta le sue perplessità: “I due episodi ultimi sui quali la cronaca ha dato largo spazio – spiega – peraltro meritatamente, hanno un comune denominatore: gli aggressori erano noti alle forze dell’ordine per episodi analoghi, quindi si tratta di due casi che hanno in qualche maniera riprodotto la stessa matrice di partenza di soggetti profondamente disturbati sul piano psichico, violenti aggressori. Ora, il 118 non è in grado di anticipare quello che possa succedere quando si reca a soccorrere qualcuno che chiede aiuto. Ecco perché laddove si abbia la “sfortuna” di incorrere in questi soggetti, che presentano uno psichismo profondamente alterato, è necessario che vengano applicate con estrema puntualità, con rigore, le misure di legge che prevedono l’arresto immediato. La legge è chiara, c’è una certa pigrizia nell’adempimento da parte della stessa, proprio da parte di chi invece è tenuto ad osservarla rigorosamente. Se queste persone non vengono arrestate immediatamente noi continueremo ad essere aggrediti”.

Il direttore del 118 tarantino sottolinea i rischi sempre più elevati di un mestiere in cui, a fronte dell’aumento di richieste causato dal caldo di queste settimane (+ 4% di interventi solo la scorsa settimana), corrisponde un potenziale sempre più alto di aggressioni: “Quale altro lavoro in Italia è arrivato alla follia che caratterizza la nostra dimensione professionale, ovvero andare a lavorare per salvare vite sapendo che c’è la possibilità concreta di essere percosso, ferito, addirittura ucciso?”.

Nessuna esagerazione in queste parole: basta ascoltare la testimonianza dell’autista soccorritore aggredito a Palagiano nei giorni scorsi: “Ho avuto paura di morire, non so quante botte mi ha dato. Non riuscivo a stare in piedi, a un certo punto mi sono buttato a terra e ho pensato: può fare quello che vuole, non ho le forze per reagire. In quei momenti sei solo, sei completamente solo”.

Impotenza, solitudine, paura di morire. Fratture e lesioni al cranio, al naso e al costato, un’ambulanza devastata: ecco il prezzo assurdo da pagare per aver svolto il proprio lavoro, per aver prestato soccorso ad una persona in difficoltà. L’aggressore, doveroso specificarlo, è stato immediatamente arrestato come previsto dalla nuova normativa.

Del resto, non si può delegare la risoluzione di questo problema al solo potere dissuasore di pene più severe: è necessario che siano attivate efficaci misure di protezione del personale, è necessario che gli operatori abbiano la possibilità di difendersi nei modi consentiti dalle leggi. Anche queste norme, infatti, potrebbero esplicare un efficace effetto deterrente nei confronti degli atti di violenza fisica e verbale.

“Al primo posto – spiega Balzanelli – riteniamo di dover richiedere con forza la dotazione obbligatoria delle bodycam da parte dei nostri operatori tutti, medici, infermieri e autisti soccorritori, per documentare quanto sta accadendo alle forze di polizia con estrema precisione; la bodycam, infatti, trasmette alla centrale operativa le immagini dell’aggressione e la centrale immediatamente chiama le forze dell’ordine sul posto. Non capiamo perchè un poliziotto possa utilizzare la bodycam, in quanto incaricato di pubblico servizio, mentre chi presta soccorso non sia legittimato allo stesso utilizzo”.

“In ultimo – prosegue il direttore del 118 Asl Taranto – riteniamo di dover essere attrezzati anche per una risposta all’aggressione in quel momento. Siccome non possiamo aggredire fisicamente a nostra volta proprio per il ruolo istituzionale che noi ricopriamo, è necessario fare una riflessione sull’utilizzo degli spray antiaggressione, i cosiddetti spray al peperoncino. Non comprendiamo, infatti, perché i singoli cittadini possano acquistarli mentre noi, che siamo più esposti di tutti e siamo quelli più aggrediti di tutti, non possiamo utilizzarli. Sono questioni che porremmo presto all’attenzione nazionale, nell’ambito del dialogo con le massime istituzioni dello Stato”.

Ma quali sono le conseguenze psicologiche e pratiche di questa situazione su un settore fortemente in crisi come quello sanitario? “C’è ovviamente tanta esasperazione, in tanti si chiedono “chi me la fa fare?” – replica Balzanelli – e questo accade anche perchè il 118 a livello nazionale eredita una distanza, mi consenta anzi, una irresponsabilità grave dello Stato nei confronti di questo che è il sistema dell’emergenza territoriale, l’unico che ha la medicina del territorio e che garantisce proprio istituzionalmente un intervento rapidissimo in tutte quelle situazioni in cui si ritiene che la vita umana possa essere messa in pericolo.
Questa profonda irresponsabilità ha prodotto e sta producendo in tutte le regioni la desertificazione degli organici medici, perché i medici stanno andando via in massa dal 118, incominciano a scarseggiare gli infermieri, è un sistema che rischia di andare fondamentalmente incontro a una crisi.

“Siamo davvero stanchi ed esasperati – conclude – non si scambi la nostra educazione istituzionale e la nostra assoluta fedeltà ai valori del nostro lavoro per dabbenaggine o debolezza. Chiederò io stesso, quanto prima, un incontro con il Presidente della Repubblica per parlare di quanto continua ad accadere e porre la nostra posizione davanti alle cariche dello Stato con grande forza e fermezza”.

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