Taranto snodo di connessioni high-tech

 

Presentato lo studio di fattibilità del progetto che prevede la realizzazione di un cavo dati di ultima generazione tra Taranto e la Grecia
Posted on 10 Luglio 2025, 10:08
6 mins

Un cavo sottomarino lungo 323,5 km che collegherà Italia e Grecia, più precisamente Taranto e il sito di Plataria – nei pressi di Igoumenitsa.

È il progetto ambizioso, denominato “Magna Grecia Submarine Cable” per il quale Retelit, leader in Italia nelle telecomunicazioni focalizzato sul B2B, ha presentato ieri i risultati dello studio di fattibilità.

Sulla scelta di Taranto quale punto di approdo in Italia è stato fondamentale l’apporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha voluto sottolineare la posizione strategica del capoluogo ionico all’incrocio dei corridoi digitali Est-Ovest e Nord-Sud del Mediterraneo.

Il Golfo di Taranto, con le sue caratteristiche naturali e le aree a limitato accesso, rappresenta tuttavia una soluzione sicura e protetta per l’insediamento di nuove infrastrutture.

Nell’ipotesi di prosecuzione del progetto, che è ora in fase di definizione e dovrà poi essere valutato, Taranto acquisirebbe una crescente attrattività per investimenti futuri: da un lato per le imprese, che beneficerebbero della vicinanza fisica al punto di arrivo dei dati — con conseguenti vantaggi in termini di bassa latenza e prestazioni elevate dei servizi — e dall’altro per il settore delle telecomunicazioni e della connettività, anche grazie alla prossimità con Bari, dove si trova la landing station di Retelit del cavo AAE-1. Un elemento, quest’ultimo, che rafforza ulteriormente la centralità del territorio pugliese nella mappa digitale del Mediterraneo.

Dal lato greco, il sito di Plataria – nei pressi di Igoumenitsa – ospita già un punto di approdo esistente, semplificando l’iter autorizzativo e offrendo collegamenti diretti alle reti in fibra nazionali, con potenziali estensioni verso Salonicco, Atene e i Balcani. La conformazione dei fondali e l’attenta progettazione del tracciato garantiscono il minimo impatto ambientale, evitando le aree marine protette.

Entrambe le località sono prossime alle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica già esistenti, così come alle infrastrutture di Retelit consentendo in futuro un’integrazione efficiente con data center e altri nodi strategici della rete digitale europea.

L’obiettivo finale di questo studio è dare avvio alla fase di implementazione del sistema di cavi MAGNA GRECIA, il cui investimento iniziale sarebbe stimato in almeno 30 milioni di euro.

Lo studio, frutto di un approfondito lavoro tecnico e strategico, ha portato all’identificazione di una rotta resiliente e a basso rischio nel Mar Ionio, valutando con attenzione le condizioni ambientali, la sostenibilità, l’ottenimento dei permessi e le soluzioni tecnologiche per la realizzazione del cavo.

Ma quali sono gli obiettivi? È Retelit a renderli noti: innanzitutto rafforzare il ruolo dell’Italia come hub digitale del Mediterraneo e accelerare lo sviluppo di un ecosistema connesso, sostenibile e tecnologicamente avanzato.

In secondo luogo, contribuire alla sovranità digitale dell’Unione Europea attraverso la realizzazione di infrastrutture capaci, da un lato, di colmare il divario infrastrutturale nelle aree meno sviluppate e dall’altro di gettare le basi per la futura rete quantistica europea, una frontiera strategica per la sicurezza e l’affidabilità delle comunicazioni.

“Non si tratta del primo cavo sottomarino che collega due località, ci sono già ben 9 cavi tra Italia e Grecia – spiega Diego Teot, Head of Wholesale di Retelit – la novità sta nei materiali che compongono questa infrastruttura: un numero di fibre molto elevato che potrà trasportare moltissimo traffico. Il suo scopo? Sicuramente contribuire alla resilienza, ci accorgiamo quotidianamente che se i sistemi si rompono è un disastro: avere più cavi aumenta la sicurezza. Senza dimenticare la funzionalità di queste infrastrutture alla connettività tra Europa meridionale e Medio Oriente”.

“Maggiori servizi ai cittadini, questo in parole semplici, il fulcro del progetto – aggiunge Alice Landolfi, Project Adviser per HaDEA (Agenzia Esecutiva Europea per la Salute digitale che coordina il CEF, Connecting Europe Facility) – Infrastrutture digitali ad alte prestazioni, insomma. Essendo un progetto transfrontaliero finanzieremo il 50%, il resto dipende da quanto è disposta ad investire l’Europa”.

Presente all’evento anche Mattia Giorno, alla sua prima uscita ufficiale nelle vesti di vice sindaco e assessore a Progetti, opere e finanziamenti strategici, Rapporti internazionali, Grandi eventi, Innovazione e Politiche giovanili.

“Sono particolarmente legato all’innovazione – ha dichiarato – perchè è una leva fondamentale per lo sviluppo economico alternativo di questo territorio. Sono contento di iniziare da questo progetto, uno studio di fattibilità con stakeholders che riguarda il Mediterraneo orientale e lì’Europa occidentale. Nell’ambito di questo scenario Taranto può rappresentare un punto centrale di snodo nelle connessioni ad alta tecnologia; è sicuramente uno di quei progetti su cui lavoreremo con passione anche nei prossimi anni affinchè si concretizzi”.

Lo studio è stato co- finanziato dal programma UE CEF-DIG-2023-GATEWAYS nell’ambito del quadro CEF (Connecting Europe Facility), a sostegno di progetti di connettività a banda larga nei paesi europei, ed è stato sostenuto dal Comune di Taranto e dal Governo italiano.

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