“La battaglia della Regione Puglia sulla totale decarbonizzazione dell’ex Ilva durata dieci anni è giunta alla sua positiva conclusione. Il ministro Urso ha dato istruzione ai Commissari di Acciaierie d’Italia di inserire la totale decarbonizzazione nelle clausole contrattuali del nuovo bando di vendita della fabbrica di Taranto.
L’acquirente sarà obbligato entro sette-otto anni a realizzare forni elettrici che sostituiranno gli altiforni a ciclo integrale funzionanti a carbone. Verranno così diminuite del 95% le emissioni nocive che in questi 60 anni hanno funestato la comunità della provincia di Taranto.
Si tratta di un risultato storico che la Regione ha conseguito grazie ad anni di lavoro e battaglie politiche, anche interne allo stesso centro sinistra, che rivoluzioneranno il modo di produrre acciaio in Italia ed in Europa. Vedremo all’esito della gara secondo quali modalità la decarbonizzazione dovrà avvenire.
Purtroppo la mancata firma dell’accordo di programma non consente ancora di obbligare l’acquirente al rispetto dei livelli occupazionali, a determinati investimenti ed altre esigenze poste dai lavoratori e dai cittadini, e non consente ancora di richiedere al governo le misure compensative sui controlli ambientali e di salute, sullo sviluppo della città di Taranto e sulle sue strutture urbanistiche e sanitarie, secondo un progetto concordato di rilancio e di rinascita che si colleghi ai numero di interventi che la Regione Puglia sta già realizzando in città”. Lo ha dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano al termine della riunione al Mimit a Roma.
“Quando il ministro Urso ha compreso che non ci sarebbe stata alcuna firma senza garanzie occupazionali e punti di caduta chiari per il territorio, a conclusione dell’incontro, ci ha proposto un verbale, ma questo per essere veramente tale deve contenere le dichiarazioni di tutti quelli intervenuti al tavolo. Invece il ministero ha preparato un verbale che era un preaccordo. E quando al ministro Urso è stato fatto osservare che queste dichiarazioni mancavano, il ministro ha detto che gli enti locali si devono assumere la responsabilità di un’Aia a 12 anni a carbone.
Su questo punto sono intervenuto e ho detto al signor ministro che la responsabilità dell’Aia a carbone per 12 anni è del governo, perché è il governo che l’ha autorizzata mentre gli enti locali hanno espresso parere contrario.
I compiti e le funzioni di queste scelte sono attribuite al Governo, il Governo quindi deve assumerle. Il ministero voleva questo verbale, riaprire la gara e poi arrivare alla firma dell’accordo il 12 agosto. Io, che rappresento la Provincia ionica , non ho firmato niente: né verbale, né accordo”. così, invece, il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano.

Fra
Una scena madre che meriterebbe un premio oscar con Emilio miglior attore non protagonista ,la sagra della falsità ma sarà il futuro a stabilirlo ,a ottobre ce lo togliamo dagli zebedei ,ma lo rivedremo in qualche modo sotto mentite spoglie ,pronto ad andare contro Taranto e i suoi cittadini per quei poveracci che l’hanno sostenuto e votato