Accordo di programma? No, intesa di massima

 

Commenti e reazioni, il sindaco Bitetti:"Firmato un documento che recepisce le nostre richieste". Il senatore Turco (M5S): "Una farsa"
Posted on 12 Agosto 2025, 19:00
11 mins

“Oggi abbiamo sottoscritto un documento, non un accordo di programma- ci tengo a precisare – che recepisce le nostre richieste. In particolare, il testo riporta “l’obbligo vincolante della piena decarbonizzazione del sito di Taranto che impone ai soggetti interessati lo spegnimento delle aree a caldo alimentate a carbone”. In nessun passaggio si fa cenno all’ipotesi di approvvigionamento tramite nave gasiera. Si fa riferimento invece alla “tutela occupazionale quale principio inderogabile”. Non meno importante è il richiamo alla tutela della salute e al previsto potenziamento della rete sanitaria locale. A questa giornata attribuisco la giusta importanza perché come pubblicamente dichiarato saranno gli impegni solennemente assunti e i fatti che seguiranno a definire il giudizio che il Comune di Taranto esprimerà su tutta questa complessa vicenda”, così il sindaco di Taranto, Piero Bitetti.

“Oggi è un giorno che resterà nella storia della Puglia e dell’Italia intera. Con la firma odierna si dà il via alla piena decarbonizzazione degli impianti dell’ex Ilva di Taranto. Abbiamo scritto una pagina nuova, attesa da dieci anni, costruita con tenacia, sacrificio e visione. La strada che ci ha portato fino a qui è stata lunga, tortuosa, spesso solitaria. Ma la Regione Puglia non ha mai arretrato. Dal primo giorno del mio mandato ho sostenuto, con determinazione e senza tentennamenti, che la decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto non fosse solo un’opzione tecnica: era l’unica via possibile per salvare l’industria dell’acciaio ritenuta strategica dal Governo nazionale, nel rispetto prioritario della salute delle persone, della sicurezza ambientale, della dignità del lavoro.

In questi anni ho scelto di restare fedele a questa convinzione anche quando sembrava impopolare, anche quando le circostanze politiche o industriali suggerivano il silenzio o la resa. Ma non si può tacere davanti al dolore di una comunità, davanti alle morti premature, alle malattie, alla sofferenza dei quartieri come il Tamburi, che hanno pagato un prezzo altissimo.

Questa firma è il frutto di anni di studio, di confronti serrati, di battaglie nei tribunali e nei tavoli tecnici, di dialogo con i cittadini, con le imprese, con i lavoratori, con le istituzioni. Non è solo il risultato delle ore di lavoro di oggi, ma della forza accumulata in anni in cui abbiamo chiesto, con ostinazione, di immaginare un futuro diverso per Taranto.

Sapere che una delle più grandi fabbriche d’Europa, che è stata per troppo tempo anche simbolo di sofferenza e contraddizione, può finalmente rinascere in armonia con il diritto inviolabile alla vita, alla salute, al lavoro e alla tutela ambientale, è qualcosa che tocca profondamente il cuore.

Questo non è un traguardo: è un nuovo inizio. Continueremo a vigilare, a lavorare, a costruire. La Regione Puglia sarà, come sempre, dalla parte dei cittadini. Dalla parte della verità. Dalla parte di Taranto.  E, permettetemi di dirlo con emozione: non potevo immaginare una conclusione più giusta, più alta, più densa di significato per il mio mandato da Presidente della Regione Puglia. È un onore aver servito la mia terra in questo lungo cammino verso la giustizia ambientale e sociale.” Questo il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano alla firma per la decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto.

Un momento dell’incontro preliminare tra il governatore Emiliano e il ministro Urso

“Oggi si compie un passo concreto verso quella decarbonizzazione dello stabilimento ex Ilva che per troppo tempo è rimasta solo una promessa. La firma del documento da parte degli enti locali, al Ministero del Made in Italy, rappresenta un momento politico e istituzionale importante, che traduce finalmente in realtà un principio che per noi è stato sempre centrale: riconvertire senza distruggere, tutelare salute, lavoro e ambiente. In questo percorso, ho voluto fortemente l’incremento del fondo sanitario anche in funzione preventiva e di screening sanitario, le garanzie occupazionali e il potenziamento del monitoraggio ambientale”, queste le dichiarazioni del Presidente della Provincia, Gianfranco Palmisano.

Duro, invece, nel suo commento il senatore Mario Turco (Movimento 5 Stelle): “Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stata siglata un’intesa sulla pseudo decarbonizzazione degli impianti ex Ilva che non è altro che una farsa, un vero e proprio tradimento per Taranto e i suoi cittadini. Un accordo firmato in fretta e furia solo nella speranza di evitare il giudizio del Tribunale di Milano che dovrà prossimamente esprimersi sulla sentenza di condanna dell’Italia della Corte di Giustizia Europea”.

“Un accordo firmato senza conoscere chi sarà il futuro gestore, senza indicare le risorse economiche necessarie e senza tempi certi per una reale decarbonizzazione. Va inoltre chiarito che questa intesa non cancella e non sostituisce l’unico atto giuridicamente vincolante: l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), che prevede la produzione a carbone per altri 12 anni, condannando ancora una volta Taranto a un inquinamento senza fine. Questa finta soluzione ignora la salute e l’ambiente di una comunità che merita ben altro.Il Governo Meloni e le amministrazioni locali si rendono responsabili di questa scelta insensata e vergognosa, che sacrifica il futuro di Taranto sull’altare dell’improvvisazione e del pressapochismo”.

“L’accordo per la decarbonizzazione dell’Ilva è particolarmente importante perché segna la fine della produzione inquinante che ha tanto devastato il mio territorio. Il risultato, che prevede anche la salvaguardia dei livelli occupazionali, si deve alla perseveranza del ministro Urso e dell’intero governo che anche quando l’accordo sembrava lontanissimo non ha mai perso la fiducia nel dialogo e nella mediazione. Oggi si mette la parola fine alla fase della trattativa e si guarda al futuro con prospettive di sviluppo per un territorio martoriato che finalmente torna, grazie all’impegno del governo Meloni, a rinascere”. Così Dario Iaia, deputato FdI, Presidente provinciale FdI Taranto e Gianluca Mongelli, coordinatore cittadino FdI Taranto.

 “L’accordo per la decarbonizzazione dell’ex Ilva rappresenta una svolta per Taranto e per l’intero territorio ionico. Con questo risultato si avvia finalmente la fine della produzione inquinante che ha segnato per decenni la nostra città, salvaguardando al tempo stesso i livelli occupazionali e aprendo la strada a un nuovo modello di sviluppo sostenibile”. Lo afferma il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia (Toscano-Vietri-Lazzaro) al Comune di Taranto, sottolineando come “questo traguardo sia frutto della perseveranza del Ministro Adolfo Urso e dell’intero Governo Meloni, che anche nei momenti in cui la trattativa sembrava arenata hanno continuato a credere nel dialogo e nella mediazione, ottenendo un’intesa che guarda al futuro con concretezza e visione”.
“Per la nostra comunità – prosegue il gruppo consiliare – è il segnale che lo Stato è presente e che lavora con serietà. Ora si apre una fase nuova, in cui sarà fondamentale lavorare tutti insieme per trasformare questo accordo in opportunità reali di rinascita economica, ambientale e sociale per Taranto”.

“Il documento di intesa siglato al Mimit segna un passo decisivo verso la decarbonizzazione dell’ex Ilva con forni elettrici al posto degli altoforni e incoraggia gli investitori. Bene le prospettive di tutela occupazionale e gli investimenti per Taranto. Come abbiamo sempre sostenuto, è indispensabile, da questo momento in poi, definire tempi certi e fare in modo che gli impegni siano rispettati. Apprezziamo il lavoro svolto dal Governo nazionale, rappresentato dal Ministro Urso, ma anche da tutti gli altri soggetti che, con responsabilità, stanno favorendo la svolta attesa per Taranto e tutta la Puglia”, così in una nota gli esponenti di Forza Italia l’on Vito De Palma e i consiglieri regionali Massimiliano Di Cuia e Massimiliano Stellato.

In una nota a firma Filppetti-Tursi, infine, “il Partito Democratico di Taranto accoglie con favore la firma del documento condiviso da enti locali e  Ministero del Made in Italy, che rappresenta un passo importante e atteso verso la chiusura dell’area a caldo e la decarbonizzazione del polo siderurgico. Dopo anni di annunci e ritardi, si comincia finalmente a delineare un percorso concreto per superare il modello industriale incentrato sul carbone, puntando su tecnologie più sostenibili e compatibili con la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente”.

Il Partito Democratico ionico continuerà a lavorare per vigilare sull’attuazione degli impegni assunti, a partire da quelli più urgenti: la salvaguardia dell’occupazione, la progressiva chiusura delle fonti inquinanti e il pieno coinvolgimento delle comunità locali nelle scelte strategiche. Questo documento deve rappresentare non un punto di arrivo, ma l’inizio di una fase nuova: una fase in cui Taranto sia finalmente protagonista della sua rinascita, in una cornice di giustizia sociale, ambientale ed economica”.

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