C’è un’altra città, invisibile ma viva, che si estende nel sottosuolo della Città vecchia: una città fatta di grotte, cave, cripte, sepolture, passaggi e antiche abitazioni scavate nella roccia. È la Taranto sotterranea, la più antica, la più autentica. E per una notte l’ha riscoperta anche chi la abita da sempre, ma non la conosceva davvero.
È il successo della Notte Bianca degli Ipogei, l’evento che ha animato il Ferragosto tarantino con un’edizione speciale, firmata Taranto Grand Tour e realizzata con il patrocinio del Comune e di Confcommercio. Un’alternativa alla confusione delle spiagge, per perdersi – o meglio ritrovarsi – in un viaggio tra i secoli sotto la superficie della città.
«C’era vitalità, c’era movimento come non si vedeva da giorni in questa estate strana», racconta Fabrizio Iurlano, della Cooperativa Polisviluppo, capofila del progetto. «C’era tantissima gente nel centro storico con locali pieni. L’impressione dall’Infopoint è che la maggior parte fossero tarantini che vivono fuori e che quindi stessero qui per le vacanze, non turisti venuti appositamente per la manifestazione».
Il format è semplice e collaudato: dieci ipogei visitabili (9 in città vecchia e uno, la tomba degli atleti, nel borgo umbertino) con un solo biglietto da 10 euro, mappa cartacea o digitale alla mano, e libertà assoluta di gestire il tempo. In ogni sito una guida abilitata, pronta a raccontare in pochi minuti la storia del luogo. E sopra, ad accogliere i visitatori, un residente del centro storico: «Per creare rigenerazione sociale e renderli consapevoli del loro patrimonio», sottolinea Iurlano.
Gli ipogei aperti per l’occasione – dalla Tomba degli Atleti a Palazzo Spartera, il suggestivo Putridarium – sono stati teatro di una vera e propria immersione nel tempo: «Dalla Taranto magno-greca alla Taranto romana, bizantina, medievale, normanna. È un tuffo nella storia. La bellezza è proprio questa».
Ma l’esperienza è pensata per essere anche gastronomica, conviviale, rilassata: «Ti fermi, mangi tubettini con le cozze, bevi un bicchiere di primitivo, poi riprendi. Non sei costretto a seguire una guida per un’ora e mezza, ma vivi la città in libertà».
Un format turistico inedito, almeno al Sud: «Tolto Napoli, che ha una strutturazione diversa, credo che il nostro modello sia unico. Dieci ipogei con un solo ticket, gestione autonoma del tempo. È una vera esperienza turistica», aggiunge Iurlano.
L’iniziativa è parte di un progetto ampio, che coinvolge 32 associazioni culturali, 20 attività commerciali e punta a una nuova narrazione per Taranto: «Smettere con la solita storia che ci sono solo il Castello e il Museo archeologico. C’è tantissimo altro. Questo per far rimanere le persone almeno due-tre giorni, che è ormai la vacanza flash media che il turista si permette. Ed è il periodo massimo di stanziamento anche per lo straniero che vuole visitare luoghi caratteristici della Puglia».
Un piccolo grande passo per una città che vuole riscoprire la vocazione turistica e che punta sulla qualità dell’esperienza. Non solo visite guidate: «Ci occupiamo di valorizzazione del patrimonio e di consapevolezza degli stessi tarantini. Devono diventare i primi ambasciatori della loro storia».
È qui che entra in gioco un altro progetto innovativo: la Tourist Card, primo vero pass turistico della città. «È un prodotto che consente l’accesso, per 12 euro e per 24 ore, al Museo Etnografico Maiorano, al Museo Diocesano, al Museo medievale e all’ipogeo di Palazzo Spartera», spiega Iurlano. «È la prima volta che viene creata una tourist card a Taranto. Stiamo solo cercando di fare cose normali che altrove esistono da anni».
È un altro «prodotto turistico – ribadisce – che abbiamo lanciato e che sta andando abbastanza bene, anche se c’è tanto da lavorare. Noi siamo una destinazione turistica nella fase introduttiva. C’è il circuito degli ipogei che proponiamo attraverso i cosiddetti tour colorati, cioè tour che noi facciamo una volta la settimana e che mettono insieme tre ambiente ipogei con la classica visita guidata. La notte bianca diventa invece il collettore, l’open day di tutti gli ambienti ipogei che noi gestiamo. A ogni edizione, arrivano centinaia di feedback positivi. E spesso la stessa domanda: perché far pagare così poco? La risposta – afferma Iurlano – è sempre la stessa: è un investimento sulla città».
Un investimento che guarda avanti, in una città che scava nel suo passato per costruire il futuro. E che, proprio nel buio degli ipogei, vuole trovare una nuova luce.


