“Taranto è pronta a diventare un polo strategico per l’eolico offshore? Pensiamo che ci siano sufficienti segnali positivi in tal senso, se si fa mente locale su alcuni scenari nazionali ed internazionali che, con riferimento alla transizione energetica, hanno interessato il territorio ionico nel primo semestre di quest’anno”. Parte da qui la riflessione di Gianluca Semitaio, segretario generale della Fit Cisl Taranto, sul futuro dello scalo ionico.
“Il Decreto Energia di febbraio, mentre faceva il punto sulle attività prettamente di cantieristica navale, da svolgere nelle aree portuali di Taranto richiamava anche vari accordi intervenuti tra il governo statunitense e quello italiano, come quello che affidava alla Fincantieri Marinette Marine presente in territorio americano, appunto a Marinette nel Wisconsin, la realizzazione delle Fregate Constellation della Marina USA – argomenta Semitaio -. Ad aprile 2025 il Presidente americano Trump comunicava, congiuntamente alla Presidente del Consiglio italiano Meloni, che gli USA investiranno sulla ZES unica del Sud, in cambio del sostegno italiano alla cantieristica Usa”.
“A fine settembre si è venuto a sapere dell’interessamento allo stabilimento tarantino, ex Ilva oggi Acciaierie d’Italia, di due importanti aziende statunitensi la Bedrock Industries e la cordata Flacks Group + Steel Business Europe – prosegue il sindacalista della Cisl -. La Bedrock, fondo nato nel 2015 con sede in Florida, ha come strategia «investire dove altri hanno dovuto abbandonare il mercato» e, nei fatti, molteplici risultano essere le aziende che attraverso la loro acquisizione sono risorte dal punto di vista produttivo. La cordata è composta dalla Flacks Group, focalizzata sull’acquisizione e sul risanamento di aziende di medie e grandi dimensioni in situazioni critiche, con gli slovacchi di Steel Business Europe, società specializzata in fornitura di materie prime strategiche e lamiere d’acciaio per le acciaierie dell’Europa centro-orientale ma anche servizi di logistica e distribuzione. Ai primi di ottobre si ha notizia delle difficoltà della società Renexia, la stessa che ha realizzato il parco eolico marino offshore di Lido Azzurro ma che, in partnership con i cinesi di MingYang Samrt Energy, uno dei più importanti produttori al mondo di turbine eoliche, chiede uno spazio per la realizzazione appunto di turbine per l’eolico proprio sul Molo Polisettoriale in concessione alla SCCT del gruppo Yildrim/Corex che non possiede competenze in questo ambito, tanto meno nella cantieristica navale”.
“Queste due notizie sembrerebbero scollegate ma in realtà tradiscono una problematica geo-politica in relazione al fatto che nel capoluogo ionico sia presente una base Nato – sostiene Semitaio -. Successivamente, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini, incontrando il Vice Amministratore Delegato del Gruppo Yildrim/Corex, Erhan Ciloglu, gli assicura la disponibilità dei fondi e l’ impegno dell’AdSP Taranto per la realizzazione dei dragaggi, nonché l’attuazione del decreto MASE sull’Eolico offshore. Un’opera di grande impatto sul territorio pugliese e, in particolare, sull’indotto della catena logistica locale che coinvolge oltre 400 lavoratori”.
“A nostro giudizio, tutto il susseguirsi degli eventi supporta la nostra tesi iniziale, di una Taranto polo strategico per l’eolico offshore che potrà dare una svolta dal un punto di vista occupazionale. E’ da più di dodici anni che come Fit Cisl siamo accanto ai 330 ex dipendenti della Taranto Container Terminal (TCT), lavoratori portuali che permangono in una situazione critica, legata ai rinnovi ciclici dell’indennità di mancato avviamento al lavoro (IMA) e all’incertezza ogni fine anno della sua proroga – dichiara il segretario generale della Fit Cisl Taranto -. Abbiamo consapevolezza che essi ormai da troppo tempo sono lontani dal mondo del lavoro e necessitano di formazione, per poter rientrare a pieno titolo in produzione. Per loro rivendichiamo la necessità che si parta, prima possibile, con la loro riqualificazione professionale attraverso l’avvio dei corsi regionali, peraltro già previsti con l’ausilio dell’apposita cabina di pilotaggio – conclude -. Il nuovo ed innovativo progetto nel comparto della cantieristica navale, per la produzione di energia eolica in mare, non può trovarci affatto impreparati, perché esso diverrà occasione per rivitalizzare l’intero sistema-Taranto e tutti gli operatori ricompresi nel cluster portuale”.
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