Apprendimento: studenti tarantini in difficoltà

 

Il capoluogo jonico figura tra le prime 20 città italiane per dispersione scolastica implicita. L’indagine statistica riguarda alunni della III Media
Posted on 02 Novembre 2025, 17:25
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Nel 2024 la quota di giovani che hanno lasciato la scuola prima del tempo è scesa al 9,8%. Al di sotto del 10% indicato negli obiettivi dell’agenda europea per il 2020 e in avvicinamento al nuovo obiettivo del 9% per il 2030.

Rispetto a dieci anni fa, molte regioni hanno visto un contenimento del fenomeno. Le isole, che ancora nel 2015 superavano ampiamente il 20%, hanno visto una diminuzione nel decennio vicina ai 10 punti percentuali. In quell’anno anche la Campania superava il 18%, mentre Puglia e Calabria si attestavano tra 16 e 17%.

Da allora la situazione è migliorata, ma il paese continua a muoversi a due velocità. In Sicilia la quota di giovani che ha lasciato gli studi prima del tempo, pur diminuita rispetto agli anni scorsi, supera il 15%. La Sardegna si attesta poco sotto il 15%, così come la provincia autonoma di Bolzano (14,7%). In Campania ammontano a circa il 13% le uscite precoci dal sistema di istruzione e di formazione; mentre appaiono in avvicinamento all’obiettivo 2030 Calabria (10,8%) e Puglia (9,9%).

Il dato del 2024 si inserisce in un percorso di miglioramento che prosegue da oltre un decennio ma occorre tenere d’occhio anche gli indicatori di dispersione implicita – giovani che completano la scuola senza però le competenze adeguate – restano su livelli ancora alti in base ai risultati delle ultime prove Invalsi.

Uno strumento in questa direzione sono, quindi, i risultati scolastici degli studenti. Un basso rendimento a scuola difatti non spiega né tantomeno coincide con l’abbandono precoce, ma può essere un primo segnale su cui ragionare, cioè non l’abbandono vero e proprio della scuola, ma il raggiungimento di un titolo di studio che non corrisponde alle reali competenze.

Prato è il capoluogo con più studenti di terza media con apprendimenti totalmente inadeguati: nell’anno scolastico 2022-2023 sfioravano il 30% in questo comune. Tuttavia le 10 città dove il fenomeno incide di più – esclusa l’appena citata Prato e Brescia (19,4%) – si trovano tutte nel mezzogiorno. Parliamo di Palermo e Trapani, rispettivamente seconda e terza con quasi uno studente su 4 che ha apprendimenti totalmente inadeguati. Seguono a poca distanza Napoli, Agrigento e Catania.

L’indagine statistica, che riguarda l’anno scolastico 2022-2023, vede Taranto piazzarsi tra le prime 20 città italiane per numero di studenti con apprendimenti totalmente inadeguati. I test invalsi sono stati somministrati agli alunni della III Media. Per la precisione, il capoluogo jonico, è tredicesimo in questa particolare graduatoria. E primo in Puglia.

*fonte Openpolis

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