Michael Flacks, dopo l’ex Ilva, punta a rilevare anche British Steel. A dirlo è stato lo stesso imprenditore in un’intervista al quotidiano britannico Financial Times riportata da Siderweb, nella quale si è detto fortemente interessato ad acquisire l’azienda anglosassone in una prospettiva di integrazione con Acciaierie d’Italia, con l’obiettivo di creare uno dei più grandi gruppi siderurgici d’Europa.
“Qualcuno deve prendere il controllo di British Steel”, ha detto Flacks, sottolineando che si tratta “di un impianto d’importanza nazionale”. L’imprenditore ha quindi spiegato di vedere “un’opportunità incredibile” in questa azienda e di essere al lavoro con alcune banche d’investimento per preparare un’offerta, evidenziando di voler investire per elettrificare la produzione nel Regno Unito.
Come noto, Flacks Group ha presentato anche un’offerta per l’acquisizione degli impianti dell’ex Ilva e, proprio venerdì scorso, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha incaricato i commissari straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia in A.S. di avviare la negoziazione in via esclusiva con il fondo con sede a Miami (Florida, Stati Uniti).
In questo senso, una volta concluse queste operazioni, l’obiettivo sarebbe quello di unire British Steel e Acciaierie d’Italia in un unico gruppo, che si posizionerebbe tra i maggiori in Europa: “La mia visione è quella di realizzare un consolidamento delle operazioni siderurgiche europee”, ha detto Flacks, aggiungendo di essere impegnato per mobilitare il prima possibile 5 miliardi di euro in finanziamenti pubblici e bancari per la bonifica e il rilancio dell’ex Ilva.
Tuttavia, questo processo sarebbe alle sue fasi iniziali e il percorso si preannuncia piuttosto lungo e articolato. Infatti, come ha riconosciuto lo stesso Michael Flacks, l’accordo per British Steel richiederebbe un sostegno da parte del governo britannico. L’imprenditore, in chiusura d’intervista, ha sottolineato che la sua intenzione è quella di proporre progetti a lungo termine: “Non siamo un fondo di private equity, non siamo una società quotata, non abbiamo azionisti a cui rispondere. Siamo in gioco con obiettivi di lungo periodo”.
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