Flacks fonderà l’ex Ilva con British Steel?

 

L’obiettivo sarebbe fondere l'azienda britannica con AdI e creare un gruppo siderurgico internazionale
Posted on 03 Febbraio 2026, 06:59
2 mins

Michael Flacks, dopo l’ex Ilva, punta a rilevare anche British Steel. A dirlo è stato lo stesso imprenditore in un’intervista al quotidiano britannico Financial Times riportata da Siderweb, nella quale si è detto fortemente interessato ad acquisire l’azienda anglosassone in una prospettiva di integrazione con Acciaierie d’Italia, con l’obiettivo di creare uno dei più grandi gruppi siderurgici d’Europa.

“Qualcuno deve prendere il controllo di British Steel”, ha detto Flacks, sottolineando che si tratta “di un impianto d’importanza nazionale”. L’imprenditore ha quindi spiegato di vedere “un’opportunità incredibile” in questa azienda e di essere al lavoro con alcune banche d’investimento per preparare un’offerta, evidenziando di voler investire per elettrificare la produzione nel Regno Unito.

Come noto, Flacks Group ha presentato anche un’offerta per l’acquisizione degli impianti dell’ex Ilva e, proprio venerdì scorso, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha incaricato i commissari straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia in A.S. di avviare la negoziazione in via esclusiva con il fondo con sede a Miami (Florida, Stati Uniti).

In questo senso, una volta concluse queste operazioni, l’obiettivo sarebbe quello di unire British Steel e Acciaierie d’Italia in un unico gruppo, che si posizionerebbe tra i maggiori in Europa: “La mia visione è quella di realizzare un consolidamento delle operazioni siderurgiche europee”, ha detto Flacks, aggiungendo di essere impegnato per mobilitare il prima possibile 5 miliardi di euro in finanziamenti pubblici e bancari per la bonifica e il rilancio dell’ex Ilva.

Tuttavia, questo processo sarebbe alle sue fasi iniziali e il percorso si preannuncia piuttosto lungo e articolato. Infatti, come ha riconosciuto lo stesso Michael Flacks, l’accordo per British Steel richiederebbe un sostegno da parte del governo britannico. L’imprenditore, in chiusura d’intervista, ha sottolineato che la sua intenzione è quella di proporre progetti a lungo termine: “Non siamo un fondo di private equity, non siamo una società quotata, non abbiamo azionisti a cui rispondere. Siamo in gioco con obiettivi di lungo periodo”.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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