Natuzzi sospende il piano, per ora

 

Ripreso il confronto tra azienda e sindacati al Mimit sul futuro industriale
Posted on 04 Marzo 2026, 07:27
4 mins

E’ ripartito a Roma, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il confronto tra il gruppo Natuzzi, azienda operante nel settore dell’arredamento di alta gamma che coinvolge oltre 1.800 lavoratori, le istituzioni locali e le parti sociali, dopo lo stop della scorsa settimana determinato dalle forti criticità sollevate dai sindacati sul piano di rilancio 2026-2028 del gruppo, in particolare sulla continuità produttiva dei siti in Puglia e Basilicata e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.

Il piano prevede l’accorpamento di alcuni siti, poco meno di 500 esuberi e rientro delle produzioni dalla Romania, subordinato alla sua sostenibilità economica e al via libera di misure di sostegno, tra cui la decontribuzione Sud. Un aspetto quest’ultimo sul quale la regione Puglia avvierà, nelle prossime settimane, insieme alla task force crisi industriali del Mimit, un’interlocuzione con il ministero del Lavoro per approfondirne la fattibilità. Quanto al riassetto produttivo, la società assicura che la ricollocazione dei lavoratori presso gli altri stabilimenti non provocherà licenziamenti.

Nel corso del tavolo convocato al Mimit, su indicazione del ministro Adolfo Urso, l’azienda ha ribadito l’impegno a tutelare l’intero perimetro occupazionale. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di un confronto approfondito sul piano industriale in tutte le sue articolazioni. È stato inoltre evidenziato che l’azienda dovrà condividere tutti i dettagli sulle decisioni che riguardano l’assetto industriale. I sindacati hanno infine ribadito la richiesta di sospendere ogni decisione fino alla conclusione del confronto.

Durante il confronto “è stata condivisa la necessità di ristabilire corrette relazioni industriali al gruppo Natuzzi e un metodo di confronto preventivo sulle scelte strategiche aziendali, da svolgersi direttamente presso il ministero, nelle giornate del 10 e 11 marzo, con l’impegno da parte dell’azienda di sospendere ogni decisione” hanno dichiarato i sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil al termine del vertice al Mimit.

“L’azienda – spiegano i sindacati – dovrà illustrare le decisioni che intendono prendere sull’assetto industriale e occupazionale, riconoscendo la centralità del confronto con il sindacato. Noi – sottolineano Feneal, Filca, Fillea – ribadiamo la necessità di sospendere ogni decisione fino al termine del confronto”.

Le sigle quindi proseguono: “Riteniamo inoltre prioritario affrontare congiuntamente il percorso di internalizzazione delle produzioni e il rientro dei volumi produttivi in Italia; ogni ipotesi riguardante chiusure o riorganizzazioni di stabilimenti; eventuali politiche di incentivazione all’esodo, che dovranno avvenire esclusivamente su base volontaria e dentro un quadro condiviso; la definizione di un piano industriale credibile, sostenibile e trasparente nei dati economici e produttivi. Riteniamo comunque positivo l’avvio di questo percorso al Mimit, che recepisce le richieste avanzate nei mesi scorsi. Nessuna decisione sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori – concludono – può essere assunta senza confronto e condivisione”.

Contestualmente all’incontro si è svolto un presidio di circa 400 lavoratori Natuzzi giunti a Roma da Puglia e Basilcata. Le parti hanno concordato di proseguire il dialogo in sede ministeriale: i prossimi incontri sono fissati per il 10 e l’11 marzo.

*Sull’argomento leggi tutti gli articoli sulla vertenza Natuzzi 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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