In Puglia, solo 3 capoluoghi di provincia su 8 hanno approvato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) con delibera del Consiglio comunale, come previsto dalla legge del 1986. Lecce, Taranto e Trani sono i tre capoluoghi in regola, avendo approvato il PEBA rispettivamente con delibera del Consiglio comunale n. 219 del 2023, n. 81 del 2023 e n. 109 del 2022.
Barletta e Brindisi hanno adottato il PEBA con delibere di Giunta comunale, rispettivamente n. 147 del 2021 e n. 54 del 2023, ma il Piano dovrà ora essere approvato dal Consiglio comunale. Foggia risulta in fase di realizzazione del PEBA, con atti che riguardano la mappatura degli edifici pubblici e l’individuazione degli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Non ci sono informazioni disponibili per Andria, che non ha risposto alla richiesta di accesso agli atti, e per Bari, dove un collegamento al PEBA presente in passato su un sito dedicato ai progetti comunali non risulta più attivo e non vi sono tracce del Piano sul sito istituzionale.
A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili.
L’Associazione Luca Coscioni denuncia che l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali. “Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità”, dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità.
L’Associazione continuerà a operare per far rispettare la legge e promuovere l’accessibilità come una questione culturale e amministrativa. “È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta”, aggiunge Berardo.
*Sull’argomento: Accessibilità: piano pronto, fondi assenti? – Corriere di Taranto

