Da parte della società, che annuncia l’apertura della nuova sede a due passi dallo Iacovone e poi, attraverso una lettera aperta del presidente Sebastiano Ladisa, si rivolge alla tifoseria con un giusto e condivisibile richiamo all’unità, al rispetto, alla partecipazione calorosa ma sempre nell’alveo della sportività, in questo momento della stagione nel quale ogni dettaglio può essere decisivo.
Arriva poi un’altra conferma della improponibilità del personaggio ormai noto come “mister medio…cre”, che anche in Coppa contro gli avversari calabresi, mostra scarsa sportività esibendosi in un “minaccioso e guapposo alterco” con il collega ospite. Anche qui ci vorrebbe un richiamo alla sportività (ormai persa nel calcio ad ogni livello).
E invece anche stavolta l’infimo show resterà tristemente impunito se arbitri e collaboratori (che non possono non aver visto ma probabilmente non avranno “sentito”) non ne faranno cenno sul referto di gara. Per la serie: più immune (e protetto) della Santanchè.
Nel frattempo si è definito il programma delle semifinali delle Coppa Italia di Eccellenza che (è triste….lo so) diventa per il momento la competizione che interessa maggiormente (e purtroppo da spettatore…a distanza) il futuro della stagione del Taranto.
Nella prima semifinale l’Alessandria, abbondantemente primo nel suo girone, affronterà il sorprendente Montecchio, che invece è in testa ma con soli due punti di vantaggio sulla Fermana (infausti ricordi).
Il Bisceglie dovrà invece confrontarsi con una squadra laziale (ottava nel suo campionato), il Boreale, nella speranza di poter vedere…l’Aurora della finale.
Neanche a dirlo, una finale Alessandria – Bisceglie è quella più auspicabile da queste parti, in quanto consentirebbe al Bisceglie (anche da sconfitto) di ottenere la promozione in D ed al Taranto di dover conservare l’attuale terza posizione per affrontare i playoff da “virtuale seconda”, con tutti i vantaggi conseguenti.
Questo sempre considerando la vittoria del torneo da parte del Brindisi che, dopo i risultati di questa domenica, appare già un po’ più probabile.
Da metà aprile il campionato dei rossoblu diventerebbe quindi utile e prezioso “warm up” verso l’appendice finale, ultima possibilità di venir fuori dall’Eccellenza.
In questo contesto si inseriva la partita casalinga contro il Racale, ritorno in campo degli uomini di Danucci dopo la sosta forzata di domenica scorsa.
Emozionante minuto di silenzio per ricordare Christian Cesario, professionista, collaboratore e amico della società e di tanti come noi, in uno stadio meno gremito del solito e con il “settore Curva” che espone lo striscione con il quale i giocatori rossoblù sono invitati a…”sentirsi mortificati” a causa delle loro prestazioni.
Pronti via e Losavio vede stamparsi sul palo l’inzuccata che avrebbe potuto rimpinguare il suo bottino di gol.
Il gol arriva comunque, su rigore: bello il lancio di Sansò verso Loiodice che il penalty se lo procura e lo realizza, per poi mostrare una maglia in ricordo dell’amato ex addetto stampa rossoblu.
Tutto molto bello, compreso il coro “Noi non molleremo mai” che arriva dagli spalti.
Sul raddoppio rimaniamo tutti…Incerti ma sul “tap-in” del centrocampista rossoblu, il guardalinee segnala che la palla ha oltrepassato la linea di porta…E chi siamo noi per dargli torto?!!?
Partita in cassaforte dopo venti minuti?
Non è da noi e infatti, sul finire del tempo, regaliamo corner e conseguente gol agli ossequiosi avversari (segna Barbero in una difesa già un po’ “mbriaca” di suo) e facciamo anche in tempo a fallire l’opportunità di ristabilire la doppia distanza con un Losavio stranamente impreciso (non solo nell’occasione).
Film già visto, (contro il Novoli) finale assolutamente da cambiare. E in effetti nel secondo tempo il Taranto parte forte ed impegna in un paio di circostanze il portiere ospite, prima di dover cambiare un altro giocatore per infortunio.
Dopo Incerti si fa male anche Guastamacchia e non sono certo queste buone notizie in proiezione futura per un gruppo già molto “segnato” da problematiche fisiche nel corso della stagione.
La partita si spegne e di occasioni non se ne registrano più, sino a quando il portiere leccese Colazo evita il gollazzo a Loiodice togliendo la palla dall’angolino basso.
Danucci quindi decide di inserire i “redivivi” Aguilera e Trombino nella speranza di trovare il gol della tranquillità con l’artiglieria (più o meno) pesante.
E sia Trombino che Aguilera potrebbero lasciare il segno ma un salvataggio sulla linea (su Trombino) ed un’altra “paratona” da poster, di Colazo (su Aguilera) negano la gioia agli attaccanti rossoblu.
Il gol più bello lo fa invece il “Settore Curva”, che espone lo striscione “Ciao Christian Cuore Rossoblu”, forse il modo migliore per ricordarlo.
Una partita che mostra tutte le potenzialità (spesso inespresse) e qualche ben noto limite (troppe volte palesato) di questa squadra.
Lo scenario potrebbe diventare, come detto, interessante ma servirà farsi trovare pronti, tutti, per poter piantare l’ombrellone su quell’ultima spiaggia che si chiama “Lido playoff”.
Perché in previsione del prossimo campionato, nessuno quest’estate vuol cantare: “Stessa spiaggia, stesso mare”.
*A cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)
** Foto di Paolo Occhinegro
